
1. I cantieri
2. Le Cave di Candoglia
3. Il Cantiere marmisti
4. Il Cantiere Duomo
La costruzione del Duomo di Milano ha avuto la sua ineguagliabile caratterizzazione strutturale e artistica con l’utilizzazione del marmo di Candoglia.
La bellezza cristallina, unita alle caratteristiche chimico-fisiche di questo marmo, ha portato un contributo di singolare valore a un’opera giá di per se favolosa per la sua imponenza e arditezza.
Questo particolare marmo fu estratto dalle Cave di Candoglia, il primo cantiere della Fabbrica, grazie al privilegio che Gian Galeazzo Visconti diede ai deputati della Fabbrica nel 1387.
Intorno al Duomo, fin dalle origini, vi era un cantiere per scalpellini e scultori, dal momento che la trasposizione degli ornati e della statuaria nei blocchi di marmo provenienti dalle cave poteva avvenire soltanto in base alle misure e ai modelli elaborati dai vari artisti, in riferimento alla struttura che stavano eseguendo. La collocazione del Cantiere marmisti ha cambiato sede più volte, nel corso degli anni: dalla Darsena di porta Genova, dove in Via Arena esiste tuttora la lapide che ricorda la concessione della Fabbrica di scaricare i marmi senza pagamento di alcun balzello, a varie località intorno al Naviglio interno. Dopo il 1856 il Cantiere si spostò, dai dintorni di Santo Stefano al Laghetto, presso l’ospedale Maggiore, in via S. Radegonda e in via Carducci, nella sede dell’ex chiesa di San Gerolamo, e nel 1923 si trasferì in viale Gorizia, sulla Darsena.
Per motivi di ordine economico e politico, le autorità hanno abbandonato il progetto di trasporto fluviale e hanno favorito quello su automezzi. Nel frattempo la Fabbrica ha provveduto all’acquisto di un terreno alla periferia della cittá, in Piazza Cacciatori delle Alpi, dove è stato costruito il nuovo Cantiere, attualmente in esercizio, provvisto dei più moderni impianti tecnologici.
Il Cantiere del Duomo ha sede presso il Duomo, dal momento che, fin dalla sua costruzione, si è sempre operato presso la Cattedrale stessa.
Ancora oggi questo luogo è sede di importanti attività: restaurare e conservare strutture lapidee, installare ed aggiornare impianti tecnologici, posare ornati e strutture provenienti dal Cantiere marmisti, mettere in opera vetrate, dipinti, manufatti lignei e metallici, tener efficiente il grandioso complesso originario, predisporre paramenti e arredi liturgici e provvedere al decoro delle celebrazioni e dell’intero tempio.
È in questo grande, complesso e suggestivo Cantiere che lavorano, spesso su altissimi ponteggi, le maestranze qualificate della Fabbrica. A volte tali maestranze sono coadiuvate da professionisti esterni che esercitano le varie specializzazioni nel vivo stesso dell’edificio, riparando, sostituendo, proteggendo e tenendo in vita, al più alto livello, la Cattedrale dei milanesi.
In questo straordinario Cantiere muratori e marmisti, carpentieri e fabbri, elettricisti e falegnami, restauratori e addetti alle macchine operatrici, tutti guidati dai tecnici responsabili, impegnano le loro capacità ed esperienze tramandate ed accumulate di generazione in generazione. Questi antichi “mestieri” sono sempre in evoluzione, grazie all’apporto di nuove tecnologie, frutto di continue ricerche scientifiche, alle quali la Veneranda Fabbrica si è sempre rivolta.












