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2 Febbraio Feb 2016 1237 10 months ago

Il capostipite di tutti i donatori: vita del mercante Marco Carelli

La prima guglia del Duomo è dedicata a un commerciante che nel 1394 lasciò un patrimonio valutato in 35.000 ducati d’oro alla Veneranda Fabbrica

La più antica guglia del Duomo è stata realizzata nel 1404, a coronamento del contrafforte d’angolo della sacrestia a nord ed è dedicata alla memoria di Marco Carelli, benefattore del Duomo e capostipite di tutti i donatori della Veneranda Fabbrica. Motivo architettonico tipicamente gotico, la guglia, piramide per lo più a base ottagonale, si andò via via complicando fra la metà del secolo XII e la fine del XIII, facendosi anche acutissima e esprimendo quindi una conoscenza sempre più approfondita delle leggi statiche e della struttura dei materiali. Essa è uno degli elementi più riconoscibili del simbolo di Milano nel mondo e fin dalle sue origini, il cantiere della Cattedrale ha lavorato con competenza e passione per innalzarne ben 135.

UN ABILE MERCANTE E UN ATTIVO FINANZIERE NELL’EUROPA DEL XIV SECOLO
Ma chi era Marco Carelli? Senza dubbio è il capostipite per eccellenza di tutti i benefattori del Duomo. Nacque probabilmente a Milano tra il 1320 e il 1327. Rinunziando, per motivi a noi ignoti, all’eredità del padre, intraprese da giovanissimo un’intensa attività commerciale, alla quale si dedicò con molta abilità. Piazze dei suoi affari furono Milano, Venezia e Bruges. Trafficava, solo o in società con gli zii e i cugini, le più varie mercanzie: lana, seta, cotone, cuoio, cera, polvere di zucchero, nonché i prodotti delle terre di sua proprietà, che erano andate sempre più ingrandendosi col progredire della sua attività. Oltre che commerciante, Carelli fu anche attivo finanziere, erogando prestiti a famiglie altolocate, compresi i signori di Milano.

35.000 DUCATI D’ORO FU LA STIMA DEL LASCITO PER IL DUOMO
Si sposò due volte: con Giovannina Settala, morta nel 1380-81 e con Flora de Liprandis (1386), che gli sopravvisse, ricevendo in eredità alcuni legati testamentari. Morì a Venezia nel 1394. Non avendo prole, con suo testamento del 4 luglio 1393 e successivo codicillo del 26 gennaio 1394, Carelli nominò sua erede universale la Veneranda Fabbrica del Duomo, divenendone così, data l’entità del suo patrimonio – valutato allora ben 35.000 ducati e che oggi corrisponderebbe a circa 30 milioni di euro – il più grande benefattore di tutti i tempi. Alla Fabbrica impose la fondazione di una cappellania con messa quotidiana in suo suffragio da celebrarsi presso l’altare da erigersi ex novo in Duomo e una celebrazione di suffragio al primo giorno di ogni mese, che doveva essere officiata dal Capitolo Metropolitano. Fu tumulato nella cappella a lui dedicata dell’erigendo Camposanto che avrebbe dovuto sorgere alle spalle dell’abside della Cattedrale e che non fu mai concluso. Su tale luogo, infatti, si svilupparono il cantiere e gli uffici della Veneranda Fabbrica e le spoglie di Carelli vennero quindi traslate in Duomo dove tuttora riposano. I documenti relativi a Carelli conservati nell’Archivio della Fabbrica sono numerosi: in gran parte riguardano la formazione e l’entità del suo patrimonio, nonché la minuziosa contabilità che ne tenne la Fabbrica dopo esserne entrata in possesso.

La generosità di Carelli continua a vivere oggi nell’iniziativa di raccolta fondi Adotta una Guglia, promossa dalla Veneranda Fabbrica a sostegno dei restauri della Cattedrale, chiamando a raccolta quanti, come il mercante del Trecento, vogliono continuare a scrivere “il proprio nome nella storia” restituendo forza e bellezza al simbolo della città nel mondo.