Candoglia Scuola
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15 Febbraio Feb 2016 1158 9 months ago

Alla scoperta della “scuola del marmo” di Candoglia

Ripercorriamo il filo di una storia che ci riporta a quando la Veneranda Fabbrica volle la nascita di una scuola per artigiani del marmo in Val d’Ossola

Candoglia: le sorgenti del Duomo. Poste all’imbocco della Val d’Ossola, le antiche cave concesse da Gian Galeazzo Visconti alla Veneranda Fabbrica del Duomo per l’escavazione del prezioso marmo destinato alla grande Cattedrale milanese, sono ancora oggi il testimone vivo di un’infinita tradizione artigianale lunga oltre sei secoli. In questo luogo, tutto ha avuto origine. Generazioni di uomini si sono avvicendati per trasformare questa montagna in energia viva per il Monumento, mettendo manualità, antichi saperi e sudore al servizio della sua Fabbrica.

MARMISTI E ORNATISTI A SCUOLA PER APPRENDERE ANTICHI SAPERI
Non tutti sanno che proprio a Candoglia, negli anni Cinquanta del ‘900, per iniziativa dell’allora Presidente Achille Marazza, la Veneranda Fabbrica promosse la costituzione di una vera e propria “scuola del marmo”, con la nascita di una sezione dedicata all’interno della scuola di avviamento professionale di specializzazione artigianale sorta nel 1950 per iniziativa dell’Istituto Statale Professionale di Novara.
Per impulso della Fabbrica, nacque un consorzio tra i vari comuni della Val d’Ossola per sostenere tale iniziativa, con l’acquisto dell’antica Villa Oliva come sede per le aule di insegnamento culturale, cui vennero successivamente affiancate diverse aule e saloni, tra cui un refettorio per oltre cento posti “dotato di impianto di riscaldamento centrale e di ogni servizio moderno”, come descrive un testo dell’epoca: certamente un lusso, in una regione dove frequentemente le abitazioni venivano riscaldate a legna o a carbone e non disponevano di servizi igienici interni.

All’interno della “scuola del marmo”, con sede nel fabbricato della Fabbrica, in coordinamento con le lezioni culturali che si svolgevano nella sede dell’Istituto, gli allievi si esercitavano nella lavorazione del marmo, assistititi da un esperto capo marmista per la parte tecnica, per le lezioni del disegno geometrico e da un artista per apprendere le tecniche di modellazione ornamentale.

SPERANZE E SOGNI ALL'OMBRA DELLA MADONNINA
Per molti allievi, la “scuola del marmo” della Fabbrica rappresentava un grande laboratorio artigianale
dove apprendere le tecniche di lavorazione della roccia calcarea, con la possibilità per i più bravi di essere successivamente impiegati nei cantieri della Cattedrale e magari di compiere il grande balzo a Milano. Quante speranze, progetti e sogni di molti giovani ossolani saranno nati tra quelle mura!

La vecchia scuola venne chiusa nel 1969, ma le sue strutture nei pressi del fiume Toce raccontano ancora oggi un altro capitolo di una favola vera: l’infinito racconto del Duomo.