INTERNO DUOMO 800
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15 Marzo Mar 2016 0900 8 months ago

“Intrare in paradiso”: i grandi matrimoni in Duomo

Riscopriamo la storia degli antichi fasti delle nozze in Cattedrale

Quella che vogliamo raccontarvi oggi è un’antica, ma sempre affascinante storia: quella dei grandi matrimoni in Duomo.

GRANDIOSITÀ E FASTO
Prima del Concilio di Trento (1545-1563), mentre le celebrazioni dei matrimoni a Milano si tenevano nelle case e si concludevano con la benedizione della sposa e una funzione religiosa in chiesa, quelle delle famiglie più influenti e importanti della città assumevano grandiosità e fasto, celebrati in Duomo con grande partecipazione popolare. In tali circostanze, anche la Cattedrale si rivestiva a festa e venivano  perfino ideati degli apparati che ne amplificavano l’effetto solenne.

ANTIPORTE, BROCCATI E ARGENTI PER LE NOZZE DEL DUCA
Il 30 novembre 1493 si ebbero le nozze di Massimiliano I d’Asburgo con Bianca Maria
, figlia secondogenita del duca Galeazzo Maria Sforza  e di Bona di Savoia. Si legge nelle cronache che, dinnanzi al Duomo fu costruita «un’antiporta cum le columne de canto […] su l’intrare della giesia se vedeva l’una e l’altra banda coperta de paramento de brockat». Degli scalini portavano alla tribuna sull’Altar Maggiore ed altre due piccole per ospitare gli invitati di maggior rango. Ai lati del coro, sorgevano due tribune, la prima per i cantori e la seconda per i trombettieri. Continua la descrizione: «[…] l’altare era ornatissimo de tutti li argenti et sancti d’argento». Per l’occasione, celebrante fu l’arcivescovo Guido Antonio Arcimboldi, «con grandissimo ceremoniale et solennitate de soni de trombe et pifferi, et organi et canti de la cappella».

UNA PRINCIPESSA DALLA DANIMARCA
Un altro grande matrimonio di enorme fasto si celebrò in Duomo quarant’anni dopo, il 3 maggio 1534: quello del duca Francesco II Sforza con la principessa Cristina di Danimarca
, figlia di Cristiano II di Danimarca e di Isabella, sorella dell'imperatore Carlo V, all’epoca tredicenne.  Anche questa volta la Cattedrale si rivestì di apparati sontuosi: «al mezzo e al fondo, uno ornato de legnamo tutto pento, con dentro sant’Ambrogio e santo Protasio e santo Gervasio, vestiti in abiti come vivi; poi all’altare grande, tutto ornato de brocato d’oro attorno all’ancona; che certo all’entrare da quella ecclesia pariva intrare in paradiso». Per l’occasione, Cristina ricevette in dote la città di Tortona. Sfortunatamente, un anno dopo, era già vedova e nel 1541 si risposò con Francesco I di Lorena, aggiungendo ai suoi titoli quello di duchessa di Lorena.