Alt
...
23 Settembre Set 2016 1001 2 months ago

Il rito del faro: un’antica tradizione in Duomo nel segno di santa Tecla

Sabato 24 Settembre in Cattedrale, durante la Santa Messa delle ore 17.30, viene celebrato uno dei riti più suggestivi della liturgia ambrosiana


Sabato 24 settembre, in Duomo, all’inizio della Santa Messa capitolare delle ore 17.30, nella solennità della santa martire Tecla, patrona della Parrocchia della Cattedrale, si compie uno dei più antichi e suggestivi riti della liturgia ambrosiana: il rito del faro.

Questa usanza deriva certamente da una tradizione più antica, risalente probabilmente al VII secolo e, in ambito milanese, proprio in riferimento alla liturgia del Duomo, almeno al XII secolo.

Il rito caratterizzava alcune celebrazioni particolarmente importanti, quando la processione d’ingresso era ormai giunta all’altare, si procedeva all’accensione del cosiddetto pharus, una sorta di lampadario formato da una serie di lumi disposti a corona e sopra ai quali era stato posto un anello di bambagia che, ardendo, comunicava il fuoco alle singole lampade.

L’interpretazione che gli studiosi danno di questo antico rito oscilla tra quella puramente funzionale (accensione rapida delle lampade quasi in una volta sola) a quella allegorica (immagine del trionfo e della gloria dei martiri, nelle cui feste si celebrava questo rito), a quella che vede nell’accensione del faro un elemento che serva semplicemente a rendere particolarmente solenne l’inizio della celebrazione liturgica in giorni straordinari.

Con il tempo, il faro si trasformò da una corona di lampade a un globo di bambagia, appeso all’ingresso del presbiterio, a cui il celebrante stesso da fuoco con tre candeline accese fissate sulla sommità di un’asta, al termine della processione iniziale, prima di salire all’altare. In questo caso, il significato del rito allude al sacrificio della vita da parte del Martire.