Hajnal, vetrata La Sinagoga
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8 Agosto Ago 2017 0900 2 months ago

#AlfabetoDuomo H per Hajnal

Un viaggio insieme per conoscere le curiosità della Cattedrale

Dopo aver frequentato le Accademie delle Belle Arti in tutta Europa da Budapest a Roma, a Stoccolma e Francoforte, Hajnal applicò i suoi talenti soprattutto in ambito artistico ecclesiastico, inserendo nelle antiche chiese di tutta Europa vetrate, affreschi, tele e mosaici.

 A fine degli anni Quaranta del ‘900 si stabilì in Italia, fu sempre un artista autonomo e fortemente religioso. La forma espressiva a lui più congeniale per l’alta carica spirituale fu la vetrata istoriata.

Dopo le prime esperienze italiane, eseguì grandi vetrate per la Cattedrale di San Paolo in Brasile nel 1950, per la Chiesa di leone Magno a Roma ed esattamente il rosone, per il Duomo di Prato, in Vaticano e negli Stati Uniti d’America.

Nel 1953 fu incaricato dalla Veneranda Fabbrica di eseguire le vetrate per i 3 finestroni della facciata sui temi della Sinagoga, della Chiesa e della Trinità, collocate in opera soltanto dopo 2 anni.

Impostate con grande cromatismo, buon equilibrio grafico e compositivo e straordinario vigore plastico, le vetrate sembrano richiamare lo splendore delle vetrate francesi di XIII secolo. Emergono in Hajnal accenti di rigidezza e di sentimento nordico in linea con lo spirito gotico d’Oltralpe del Duomo.

La Sinagoga e la Chiesa

Il tema del dualismo appartiene alla scultura e all’arte vetraria di molte cattedrali gotiche, come anche la continuità tra Sinagoga e Chiesa, antica e nuova Alleanza.

Il balcone centrale in facciata del Duomo di Milano si adornò già nel 1810 di due statue raffiguranti Chiesa e Sinagoga, ma al fine di rendere avvertibile anche all’interno le due realtà spirituali, questi furono scelti come temi delle vetrate di controfacciata.

La Sinagoga è rappresentata, secondo la tradizione iconografica, come una donna velata con gli occhi bendati, poiché non “ha visto” la venuta di Gesù Cristo e non l’ha riconosciuto come Messia.

La Chiesa è raffigurata da una donna incoronata che regge una croce.

Merito di Hajnal, è l’aver ricreato l’intimo valore della vetrata artistica, fatto rivivere l’antico e affascinante linguaggio spirituale dell’immagine, qui riproposti non come imitazione, ma come frutto di una sofferta ricerca. Hajnal seppe quindi discostarsi dalle prime vetrate quattrocentesche e donare sensibilità all’immagine grazie alla sua fine emotività di artista e credente, supportata da tecnica e maestria, nonché convinta e profonda simbologia.