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31 Marzo Mar 2017 1748 8 months ago

La Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, testimone dei tempi e testimone di Expo

La cultura come risposta al 2017, un unico spirito di condivisione e relazione tra i popoli

Il Duomo è stato voluto, sostenuto e amato dal popolo milanese, ma non solo. Tutto ha inizio nel 1386, quando al centro della città ha avvio uno straordinario evento destinato a trasformare il territorio, una grande sfida di popolo che nasce dalla piazza: innalzare la Cattedrale. Il progetto fu così grande e così sentito da tutti che ben presto, già sul finire del XIV secolo, si prese coscienza della sua dimensione allargata e della necessità di chiedere aiuto da tutto il contesto europeo.
Il Duomo è dalle origini il respiro internazionale della città, nella complessità e nell’eredità che la Fabbrica custodisce per le nuove generazioni da quasi sette secoli. 

Nel susseguirsi delle generazioni, la città come un tessuto vivo si muove, cambia, evolve a partire dal suo centro, eterno simbolo di fede e di storia. Una storia che fa parte del passato, ma si manifesta nel presente, per cui in modo ancora più sensibile la Cattedrale ha saputo rinnovarsi assumendo un ruolo attivo e creativo nei confronti del turismo sia per le proposte di attività culturali presentate, sia per lo slancio tecnologico, investimento necessario per traghettare una realtà secolare come la Fabbrica nel futuro, al passo con gli strumenti del terzo millennio. 
Già da Expo 1906 ed ancora oggi la Fabbrica del Duomo, come un laboratorio permanente al servizio della città e del culto, all’avanguardia nella ricerca e nella comunicazione, affinché tutti potessero cogliere la grandezza di quest’opera voluta dai milanesi, ha sviluppato una serie di eventi unici, suggestivi e irripetibili con lo scopo di ripercorrere il proprio infinito racconto dal 1387 con lungimiranza ed entusiasmo. 

Expo ha rappresentato un modello di partecipazione comune ai bisogni del Monumento, simbolo di Milano, un incentivo alla riorganizzazione complessiva del complesso monumentale, partendo dalla pianificazione degli orari di accesso, delle aperture straordinarie e dei servizi. 
Questo impegno ha prodotto risultati concreti non solo nell’immediato del semestre nel 2015, ma anche a lungo termine, il Giornale dell’Arte menziona il Grande Museo del Duomo come il quinto fra i musei più visitati di Milano nel 2016 e fra i primi 40 a livello nazionale. Due dati positivamente sorprendenti.

A livello nazionale Expo ha rappresentato una finestra sull’Europa e per Milano una riappropriazione della città, un ritorno alle sorgenti della propria storia, alle origini dell’identità meneghina ma anche internazionale e in questa ottica il Duomo di Milano si è riscoperto come la casa non soltanto dei milanesi, ma di tutti i visitatori, i cittadini del mondo, accomunati dallo stesso linguaggio: l’Arte e la conoscenza.
Espressione emblematica dell’impegno da parte della Fabbrica nei confronti di Milano sono stati i tanti considerevoli interventi portati a compimento in tempi record, come il nuovo impianto di illuminazione interna della Cattedrale e il restauro della Chiesa di San Gottardo in Corte inaugurati in occasione dell’apertura di Expo. 
Sull’onda di questa nuova strategia di accoglienza e apertura, per la prima volta nella storia del Duomo è stata allestita sulle Terrazze per tutto il periodo di Expo una mostra di arte contemporanea di respiro internazionale: “Paradosso” di Tony Cragg. La Veneranda Fabbrica ha scelto inoltre di utilizzare la tecnologia in forma artistica con due spettacoli di video mapping all’interno e all’esterno della Cattedrale e nello specifico: il “Mosé” di Gioacchino Rossini e “Pietra e Preghiera” con le musiche di Giuseppe Verdi. 
Le nuove tecnologie sono diventate di fatto uno strumento irrinunciabile per raccontare e comunicare le bellezze del Duomo e della Fabbrica al pubblico mondiale, un’occasione importante per sperimentare una nuova capacità di proporsi, un valore che non si ferma ad Expo, ma che continua ancora oggi nei nuovi grandi progetti della Fabbrica, vedasi l’inaugurazione del restauro dell’Archivio il 30 maggio 2016, l’impianto di illuminazione esterna della facciata e della Madonnina, la retroilluminazione delle vetrate, il restauro della Guglia Maggiore e del Tiburio ecc.
Un percorso intrapreso dalla fabbrica fin dal 1387 che mette al centro la consapevolezza che un autentico sviluppo e una vera ricchezza nascono solo dalla condivisione di culture in dialogo, dalla fruibilità di ogni patrimonio etnico, religioso e culturale. Una cultura che non ha confini.