Longaretti Foto Frigerio 1
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9 Giugno Giu 2017 0956 5 months ago

Trento Longaretti, una vita tra fede ed arte

Il 7 giugno si è spento il noto pittore autore di due vetrate del Duomo

«...La si lascia più o meno definita, larva o corposa figura umana, ma il contenuto vuole la sua parte, giustamente, e questo contenuto è per me sempre e sempre la figura dell'uomo e del suo mondo »

Trento Longaretti

Aveva compiuto cento anni lo scorso 27 settembre e la sua Bergamo lo aveva onorato con una serie di iniziative. A distanza di pochi mesi da questo grande traguardo di vita, il 7 giugno scorso, si è spento il pittore Trento Longaretti.

Nato da una famiglia numerosa, nono di tredici figli, il padre Alessandro, di professione fabbro, volle chiamare gli eredi con nomi di sapore patriottico: ecco quindi nell’epoca della Grande Guerra venire alla luce Trento, Trieste e Vittorio. Dopo i primi studi, Trento si trasferì a Milano dove frequentò l’Accademia di Brera dal 1931 al 1939. Allievo di Aldo Carpi, Longaretti si formò nell’ambiente particolarmente vivace della Milano degli anni ’30 – ’40 ed ebbe come compagni di studi, tra gli altri, Bruno Cassinari, Ennio Morlotti, Carlo Carrà, Guido Piovene, Aldo Bergolli e Ibrahim Kodra.

Oltre che alla pittura e alla grafica, Longaretti si dedicò anche all’affresco, all’arte della vetrata e del mosaico. Direttore dell’Accademia Carrara di Bergamo dal 1953 al 1978, la sua incredibile lucidità e il suo immutato spirito creativo lo portarono ad essere prolifico artista fino al 2016, raccontando in modo emozionante la storia e gli incontri di una vita, dall’infanzia, in particolare l’esperienza della Seconda Guerra Mondiale e della sofferenza del popolo ebraico, ma anche dei profughi e soprattutto dell’esperienza della fede, dando corpo ad una forma personalissima artistica, tanto da essere chiamato “lo Chagall lombardo”.

Tra le molte esposizioni, è doveroso ricordare un omaggio tributato al maestro dall’Istituto Italiano di Cultura di New York nel 2009 e la mostra Il sacro nella vita di un artista: disegni e dipinti di Trento Longaretti, promossa dalla Veneranda Fabbrica e tenutasi tra le sale del Grande Museo del Duomo dal 21 aprile al 23 maggio 1993. In tale occasione, Longaretti donò alla Fabbrica un dipinto, intitolato Nuvole nere sulla Sacra Famiglia. Più recentemente, la Fabbrica aveva ricordato il celebre pittore accanto ad altri grandi maestri del sacro contemporaneo con la mostra Immagini del Novecento. Omaggio alla Madonnina, promossa in collaborazione con la Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei dal 10 agosto al 31 ottobre 2015.

Il rapporto tra la Veneranda Fabbrica del Duomo e Longaretti è documentato da molte testimonianze: prima ancora della mostra del 1993, è fondamentale ricordare la realizzazione delle due vetrate per il Tiburio nel periodo immediatamente successivo al Concilio Vaticano II, alla fine degli anni sessanta: il Messaggio conciliare alle donne e il Messaggio conciliare ai giovani (nella gallery), che lo vide impegnato accanto a Amalia Panigati, Cristoforo De Amicis e Luigi Filocamo, autori delle altre sei vetrate.

Nelle figure di Longaretti, tratteggiate con straordinaria intensità espressiva, risuonano i messaggi del Vaticano II (ad esempio, la meditazione sulla vocazione della donna, tra maternità e vita consacrata, anche quest’ultima intesa come una dimensione materna a pieno titolo, il cui modello è la Vergine Maria, Mater Ecclesiae o la “santità dell’ordinario”, nelle occupazioni quotidiane), ma soprattutto si riveste di luce un’umanità in cammino, sospesa tra terra e cielo, dove i santi non sono figure lontane, ma compagni di viaggio su questo sentiero. Una meditazione intimamente sentita e profondamente cristiana, che è sempre stata la chiave di volta dell’edificio longarettiano e che si ritrova nelle molte opere realizzate in diverse chiese della Diocesi di Milano.

La Veneranda Fabbrica ricorda oggi il maestro Longaretti con commozione e gratitudine.

Ritratto di Trento Longaretti ©Luca Frigerio