Il Duomo di Milano
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13 Novembre Nov 2017 1629 7 days ago

Il Duomo di Milano, «un poema inciso nel marmo»

Una riflessione del Presidente della Veneranda Fabbrica Fedele Confalonieri

Proponiamo di seguito un estratto dell’articolo di Fedele Confalonieri, Presidente della Veneranda Fabbrica, pubblicato sul numero di Novembre – Dicembre del “Duomo Notizie”, distribuito gratuitamente in Cattedrale e scaricabile online

«Così grandiosa, così solenne, così vasta! E tuttavia così delicata […]! Un inno cantato nella pietra, un poema inciso nel marmo. Comunque guardiate la grande Cattedrale, è nobile, è magnifica! Essa è visibile da qualsiasi luogo vi troviate in Milano nel raggio di sette miglia e quando la vedete, nessun’altra cosa può attirare la vostra completa attenzione. Lasciate un solo istante gli occhi liberi dal vostro volere ed essi certamente torneranno a cercarla. È la prima cosa che cerchi quando ti alzi al mattino ed è l’ultima cosa su cui si posa lo sguardo indugiante, la sera. […]». Rileggendo queste suggestive parole del grande Mark Twain (1869) dedicate al nostro Duomo, dopo averne varcato le soglie come nuovo Presidente della Veneranda Fabbrica, vivo ancora più profondamente la consapevolezza di essere stato chiamato a onorare una grande responsabilità, nel governo di una realtà così complessa. […]
Il primo sentimento che si prova di fronte a tutto questo è di smarrimento: misurandosi con questa gigantesca “montagna” di marmo, pensiero ed emozione si intrecciano e si fondono; nel progetto di Gian Galeazzo Visconti si ravvisa davvero una coraggiosa e lucida “follia”, come ama definirla l’Arciprete Monsignor Borgonovo. Si avverte la percezione della presenza delle tante generazioni che si sono avvicendate nei secoli per incidere nella pietra questa sfida, sempre antica e sempre nuova, lunga 630 anni. Già da tempo conoscevo la realtà della Veneranda Fabbrica, ma la consapevolezza di un nuovo ruolo mi sta portando a scoprirla con occhi diversi. Visitando le Cave di Candoglia, vere sorgenti del Duomo, inoltrandomi nelle aree interessate dalle attività di cantiere, percorrendo le sale del Museo, aprendo i registri dell’Archivio e mettendomi in ascolto delle voci della Cappella Musicale, sento di abitare un luogo dove occorre pensare in termini molto diversi da quelli usuali. Qui, lo scorrere del tempo si avverte come un flusso ininterrotto. […]
Allo stesso modo, occorre agire con tempestività, di fronte alle quotidiane sollecitazioni di una Cattedrale che, sede della Cattedra dell’Arcivescovo e mèta ogni anno di 5 milioni di fedeli e visitatori, non può aspettare risposte. Ogni minuto è prezioso, ogni parte del Duomo è seguita con rispetto e attenzione. Pur tra molte difficoltà e incognite, è mio intendimento non derogare dagli obiettivi prefissati per il prossimo triennio, che ho avuto modo di annunciare in occasione del pomeriggio di approfondimento dedicato al Duomo La Fabbrica infinita. 630 anni di sfide per il Duomo di Milano, tenutosi in Cappella feriale il 16 ottobre scorso. Porteremo a termine gli interventi sul Tiburio, sia nelle sue parti esterne che interne, e sui quattro Gugliotti che contornano la Guglia Maggiore. Sono previsti il restauro dei paramenti interni delle volte di copertura, delle due Sacrestie e della Cappella iemale, l’ultimazione dei sistemi di sorveglianza e di illuminazione, e dell’impianto elettrico; il compimento del rifacimento delle Terrazze, nonché il restauro della fiancata nord, delle Guglie 44, 45 e 49, degli archi rampanti della fiancata sud con le rispettive pareti di inframmezzo e delle retroguglie, azioni che a oggi non sono più procrastinabili.
A conferma delle parole di Mark Twain, il Duomo rappresenta per la Fabbrica «la prima cosa che cerchi quando ti alzi al mattino ed è l’ultima cosa su cui si posa lo sguardo indugiante, la sera». Un cammino che porteremo avanti con pragmatismo lombardo, in stretta sinergia e in continuo dialogo con Monsignor Arciprete e il Capitolo Metropolitano, per rendere sempre più «nobile» e accogliente il nostro Duomo, rinnovando quell’immagine che ne fa, da sempre, il segno della laboriosità meneghina nel mondo.


Fedele Confalonieri
Presidente della Veneranda Fabbrica
del Duomo di Milano