Antello della Natività
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13 Dicembre Dic 2017 1254 one year ago

L’antello natalizio della “Natività” in Duomo

Esposto nella Cappella di San Giovanni Bono, l’opera è collocata nel transetto sud della Cattedrale

A partire dal 15 Dicembre, in occasione del periodo natalizio, fino al prossimo 7 Gennaio, presso l'altare di San Giovanni Bono, è possibile ammirare "più da vicino", rispetto alla sua collocazione abituale, un antello dedicato alla Natività del Signore.

L'antello proviene dalla grande Vetrata dell’abside del Duomo, dedicata fin dall’origine (xv secolo) al Nuovo Testamento, il cui intervento di restauro complessivo fu affidato a Giovan Battista Bertini (1799-1849), con i figli Giuseppe e Pompeo, negli anni Trenta dell’Ottocento.

In una Cattedrale così ricca di opere d’arte, è questo il modo con cui il Duomo sceglie di “fare il Presepe” ogni anno.

Mons. Domenico Sguaitamatti, Canonico del Capitolo Metropolitano e collaboratore dell'Ufficio per i Beni Culturali dell'Arcidiocesi di Milano, nel numero de Il Duomo Notizie in distribuzione gratuita in questi giorni in Cattedrale, tratteggia una descrizione accurata e precisa dell'opera. Ne proponiamo qui un frammento che, tra arte e fede, ci aiuta a cogliere il messaggio racchiuso in questa scena della Natività.

«Solo qualche attimo prima è la notte col suo buio incombente, col suo silenzio assordante: una notte come tante, pigra nel suo corso, che nasconde tra i suoi mille segreti anche il respiro pesante di una donna in preda alle doglie del parto e l’ansia di un uomo, suo sposo, rassegnato a un rifugio di fortuna, “perché per loro non c’era posto nell’alloggio” (Luca 2,7). 

Adesso, invece, è la luce! Un’esplosione di luce sorprendente, abbagliante, coinvolgente. […] È l’attimo dell’Incarnazione. Un’Incarnazione che subito si fa Rivelazione, Epifania: Mistero rivelato nel delicato, ma decisivo gesto di Maria che 'svela' il Bambino [...]. È questo gesto che accende la Luce e a essa dà il nome: Gesù, l’Emmanuele il Dio-con-noi. "Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo" (Giovanni 1,9). Ne gioisce Maria che avvolta dal medesimo chiarore, nel dolce ed elegante volto, è sorpresa in un tenero sguardo materno carico di affetto e insieme di arcani e profondi pensieri [...]. Anche Giuseppe, a suo modo, 'svela': posto in primo piano, leggermente di spalle, ha il ruolo compositivo di 'quinta' che, aprendosi a lato, lascia spazio alla luminosa visione di Colui che "è nato per noi" (Isaia 9,5). 

Suscita curiosità la presenza della donna, a sinistra, che inginocchiata sostiene sulla gamba un bambino [...]. Chiudono il cerchio delle presenze il profilo di un vecchio pastore, rapito dalla luminosa visione, [...] e l’arrivo di un giovane che, fermatosi sulla soglia, quasi d’istinto apre le braccia e spalanca gli occhi in un coinvolgente incanto. 

E il silenzio carico di luce e di mistero cede al festoso canto degli angeli che, in alto, danno voce alle parole scritte nel cartiglio: "Gloria a Dio nell’alto dei cieli" (Luca 2,14). Due particolari eloquenti, infine, suggellano l’evento: il panno bianco steso sul cesto ai piedi della mangiatoia a confermare la “messianicità” di questo bambino destinato ad attraversare la croce e la risurrezione, e la luminosa stella cometa che, in alto a sinistra, dopo aver squarciato il buio della notte, annuncia il mattino del Nuovo Giorno, alba di salvezza per l’intera umanità. Al mattino si titola una poesia di Giuseppe Ungaretti: di fronte a tale luminoso “Mistero” possiamo fare nostro il suo unico verso "Mi illumino d’Immenso"».