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23 Aprile Apr 2018 1708 5 months ago

Le ante degli organi del Duomo e l’arte pittorica in Cattedrale

I capolavori di Meda, Figino e Procaccini

Entrando in Duomo e volgendo lo sguardo in direzione dell’altar maggiore, è impossibile non notare la maestosità delle ante dei grandi organi del Duomo: un ordito di figure e di colori che si intreccia con la monumentalità della Cattedrale e con la luce che filtra dalle alte vetrate istoriate.

La decorazione pittorica delle ante di ciascun lato dei due organi cinquecenteschi, comprendente sedici grandi tele con soggetti dall’Antico e dal Nuovo Testamento, fu avviata dalla Veneranda Fabbrica a partire dal 1556. Per tale compito, furono presi in considerazione i maggior artisti del tempo, tra i quali Aurelio Luini e Francesco Terzi.

Il compito di decorare l’organo settentrionale (o di sinistra) fu infine assegnato al pittore ed architetto milanese Giuseppe Meda che nel 1565 si impegnò a rappresentare, su indicazioni dell’arcivescovo Carlo Borromeo, futuro santo, la Natività, l’Assunzione della Vergine, il Trasporto dell’arca santa e Davide che suona l’arpa. Il lavoro fu estremamente impegnativo e si concluse soltanto nel 1581.

La decorazione pittorica delle ante dell’organo meridionale (o di destra) fu invece assegnata al milanese Ambrogio Figino, che tra il 1590 ed il 1595 dipinse ad ante chiuse il Passaggio del Mar Rosso e, negli sportelli da aprire, la Natività e l’Ascensione di Gesù. Purtroppo, due delle composizioni di Figino, l’Ascensione e la parte di sinistra del Passaggio del Mar Rosso andarono perdute durante la Seconda Guerra Mondiale, con il bombardamento del laboratorio ove erano state trasferite.

Per le ante dello stesso organo meridionale, nel lato verso la sagrestia, la commissione toccò a Camillo Procaccini, che realizzò i due sportelli con il Trionfo di Davide e quelli a tergo con la Resurrezione e la Trasfigurazione. Tra il 1600 ed il 1602, Procaccini compì l’opera ornando il prospetto verso la sagrestia dell’organo settentrionale con alcuni soggetti indicati dall’arcivescovo Federico Borromeo: l’Annunciazione, la Visitazione e l’Ira di Saul placata da David con il suono dell’arpa.

Testimonianza della grande produzione artistica di cui il Duomo fu protagonista nel periodo borromaico, in particolare su impulso di san Carlo, le ante degli organi sono un prezioso segno dell’arte pittorica in Cattedrale, certamente la meno rappresentata tra le arti figurative, ma importante serto all’infinita bellezza del Monumento.