FV1317
...
28 Maggio Mag 2018 1113 25 days ago

La Meridiana del Duomo di Milano, un complesso scultoreo senza eguali

Non solo uno strumento scientifico, ma un esempio di fantasia artistica e maestria compositiva

A seguito dell’interdizione da parte del governo austro-ungarico della Lombardia di leggere le ore “all’italiana”, cioè dal tramonto del sole, si rese necessaria in Duomo l’ideazione e la progettazione della Meridiana, arduo compito che fu affidato nel 1786 agli astronomi dell’Osservatorio di Brera: Giovanni Angelo De Cesaris e Guido Francesco Reggio.

A seguito dell’abbassamento del pavimento in Cattedrale a causa del relativo rifacimento e della presenza della falconatura esterna, voluta da Napoleone e studiata da Zanoja e Amati, si procedette con un controllo del buon funzionamento della Meridiana. Fu Luigi Gabba nel 1921, astronomo di Brera, a diagnosticarne il malfunzionamento e nel 1923 l’ingegnere Giuseppe Ferrario, coadiuvato da Gabba a correggere i difetti che impedivano il passaggio dei raggi solari dal foro gnomico durante il solstizio invernale. Si propose infatti un’interruzione della falconatura. Un taglio che, l’architetto Zacchi mascherò, incaricando i Fratelli Rigola di modellare il complesso statuario “decorativo del foro gnomico” sulla campata sud. Un unicum in Italia pensando alle altre meridiane di Bologna e di Firenze, dove i segni zodiacali sono incisi sì sul pavimento, ma non hanno una correlazione scultorea esterna che richiami lo strumento scientifico.

L’opera che oggi possiamo ammirare fu interamente modellata dai Fratelli Rigola a partire dal giugno 1940 fino al luglio 1943. Terminati i modelli di gesso per le prove tecniche oltre che artistiche, diversi appuntatori della Fabbrica trasposero nel marmo ciò che loro avevano progettato su gesso. Nella composizione sono raffigurati i segni zodiacali, otto figure appoggiate ai pilastrini della falconatura ed altri quattro nel parapetto disposti intorno al sole raggiato. Le figure in alto: l’Acquario e la Vergine sono più statiche, poi gli altri segni compaiono ad uno ad uno con i propri caratteri distintivi e attributi, meticolosi e ricchi di dettagli, in particolar modo gli animali di fantasia medievale. Le 12 figure sono disposte a ferro di cavallo ed al centro il sole, come filo conduttore della narrazione. Il sole, oltre a simboleggiare nella tradizione cristiana l’immortalità e la resurrezione, essendo esso il cardine che coordina e muove il cosmo, incarna l’astro del giorno ed ai due lati compaiono Galileo Galilei con il cartiglio: “Eppur si muove” e Niccolò Copernico con il cartiglio: “La Rivoluzione dei mondi”. Curioso il confronto fra il modello e la scultura in essere, dove manca la frase incisa sull’esterno: “Sine luce nihil sine umbra nihil”. È rimasta però scolpita sull’interno la dicitura “Anno Domini MCMXLVI”: la data riporta l’anno di installazione dell’opera marmorea, mentre il 1943 corrisponde all’ultimo mandato di pagamento dei Rigola e quindi alla conclusione dei lavori di modellazione.

I modelli sono tuttora conservati al Cantiere Marmisti della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano in Via Brunetti.