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Don Gnocchi dal Duomo saluta gli Alpini

Storia del Beato che cercò Cristo fra le Penne Nere

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9 Maggio Mag 2019 1545 09 maggio 2019

In una Milano tinta di verde per l’adunata che celebra il 100° anniversario della fondazione del Corpo degli Alpini, spicca per il candore del marmo di Candoglia il Duomo, che, attraverso le migliaia di figure scolpite nei secoli, riecheggia di tutta la storia della Chiesa, della città e del mondo intero.

Tra le statue che popolano la Cattedrale, una in particolare si fa notare in questi giorni, sottolineata da uno stendardo verde. È la statua di don Gnocchi, collocata nel 2012 a lato di una delle grandi e meravigliose vetrate della zona absidale.

Don Gnocchi a Milano è figura notissima: formatosi negli anni del card. Ferrari, venne ordinato sacerdote nel 1925. Da subito si dedicò all’educazione dei ragazzi e fu nominato dal card. Schuster direttore spirituale dell’Istituto Gonzaga. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale portò don Gnocchi a una decisione estrema che segnò l’esistenza sua e di molti: offrendosi come cappellano militare volontario nel corpo degli Alpini, decise di accompagnare fisicamente i “suoi” ragazzi nella tragedia del conflitto, seguendoli in Grecia e in Albania prima e poi nella drammatica campagna di Russia.

La terribile guerra, raccontata dallo stesso don Gnocchi nel libro Cristo con gli alpini, lo porterà a dedicare la sua intera esistenza al servizio dei più deboli, a partire dagli innumerevoli bambini orfani e invalidi che la guerra aveva lasciato sul territorio italiano fino ad arrivare ai bambini affetti da poliomielite.

Anche nella morte, sopraggiunta a soli 54 anni, don Gnocchi confermò la sua totale dedizione ai giovani bisognosi, disponendo, in un tempo in cui ciò non era ancora né normato né all’attenzione di gerarchie civili o ecclesiastiche, la donazione delle proprie cornee a due bambini.

Il 1 marzo 1956 i solenni funerali vedono accorrere tutta la città nella Cattedrale.

Il 25 ottobre 2009 una piazza Duomo gremita esulta alla proclamazione del card. Tettamanzi che dichiara beato questo sacerdote amato dalla città tutta, tanto che pochi anni dopo la Fondazione don Gnocchi chiede che si possa collocare sulla chiesa simbolo di Milano la sua immagine.

L’opera viene commissionata allo scultore Muro Baldassarri e la Veneranda Fabbrica del Duomo dona per la sua realizzazione un blocco di marmo di Candoglia. La statua, messa in opera nel 2012, ritrae il beato nell’atteggiamento che tutti i suoi figli hanno impresso nel cuore: don Gnocchi sorride e solleva con paterna e giocosa amorevolezza uno dei “suoi” mutilatini.

Da allora, al di sopra della magnolia che verso l’Arcivescovado segna l’avvicendarsi delle stagioni intorno al Duomo, la statua di don Gnocchi sorride alle migliaia di persone che ogni giorno passano da lì. E in questi giorni sorriderà alle molte Penne Nere che proprio per celebrare la sua memoria accorrono in Duomo, domus dei milanesi e degli Alpini.