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Festa di santa Lucia

Nel segno di una tradizione per la Fabbrica del Duomo

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29 Novembre Nov 2019 0900 29 novembre 2019

Nel mese di Dicembre, da tempo immemore, gli operai marmisti e tutti coloro che a vario titolo lavorano alle dipendenze della Veneranda Fabbrica celebrano la memoria di santa Lucia.

L’origine di questa devozione si deve a una delle iconografie più fortunate della Vergine e Martire siracusana, ovvero quella che la ritrae con un piatto in mano, sul quale sono posati due occhi. L’immagine non nasce dalla vicenda del martirio della giovane, che fu uccisa per decapitazione o, secondo altre fonti, per jugulatio, ovvero con una pugnalata nel collo: deriva invece da una tradizione tarda e non provata, ma evidentemente efficace proprio nel legame che trova con il nome della Santa stessa, cioè con il richiamo alla luce.

Santa Lucia è infatti diventata nel tempo la protettrice degli occhi e, di conseguenza, degli scalpellini del Duomo: patrona, dunque, di chi ha realizzato nel corso dei secoli ogni centimetro della Cattedrale mettendo a repentaglio la vista, minacciata dalla polvere e dalle schegge del marmo. Molti, nei secoli, furono gli episodi di danni permanenti alla vista e la Fabbrica del Duomo, sensibile a questo dramma, fu una delle prime imprese a istituire un sistema di previdenza per i suoi dipendenti vittime di incidenti sul lavoro.

Pur essendo ormai lontani quei tempi, i dipendenti della Veneranda Fabbrica continuano a celebrare la propria patrona e si riuniscono (quest’anno, venerdì 6 Dicembre, alle ore 12.30) nella chiesa di Santa Maria Annunciata in Camposanto, quasi nascosta nel palazzo monumentale – sede dell’Ente – che affaccia sull’abside del Duomo.

Questa occasione si arricchisce di un gesto anch’esso profondamente radicato nella secolare storia della Fabbrica: la distribuzione del pane benedetto. Alcuni studiosi riferiscono questa tradizione direttamente al culto della Santa: a Siracusa, infatti, a partire dal XVIII secolo sarebbe invalso l’uso di non consumare pane nella giornata del 13 Dicembre (memoria liturgica di santa Lucia) per ricordare una carestia che aveva profondamente ferito la città. Altri, invece, vedono in questo gesto una sintesi della grande attività assistenziale condotta dalla Fabbrica in relazione alle donazioni ricevute a sostegno del Duomo. Più di un donatore infatti, in particolare nei primi decenni di costruzione del Duomo, disponendo la propria generosa offerta per la Cattedrale, chiedeva che la Fabbrica ne devolvesse parte alla popolazione in forma di pane.

Nei secoli, questo gesto di offerta si è ripetuto fino a diventare un momento simbolico nella vita della Fabbrica, con la distribuzione del pane nella festa di santa Lucia.