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Le Guglie


Il profilo del Duomo che, anche da lontano, si staglia sulla città e lo rende l’icona più riconoscibile di Milano, è caratterizzato dalle sue centotrentacinque guglie.

La guglia è elemento tipico dell’architettura gotica, particolarmente di quella ecclesiastica per l’immediata e suggestiva carica di spiritualità che trasmette grazie al suo slanciarsi verso il cielo.
Fu ideata, non tanto come abbellimento, quanto come elemento partecipe della struttura statica dell’organismo architettonico; infatti, con il suo peso assialmente insistente sui contrafforti perimetrali, essa grava su di questi al disopra dell’innesto degli archi delle volte a crociera, contribuendo a contenerne le spinte orizzontali tendenti a divaricare le strutture d’appoggio.

Le guglie sono ricche di ornati e di statuaria d’ogni misura (vi si contano più di milleottocento statue), di nicchie e di trafori, che le rivestono di un particolare effetto plastico, accresciuto dalla mutevole vibrazione luce-ombra. La maggior parte delle guglie sono alte 17 m.; ve ne sono di meno slanciate e sui quattro piloni del tiburio si elevano altrettanti alti “gugliotti”.

Per saperne di più:
E. Brivio, Il revival romantico e il concorso per la facciata del Duomo, in Milano nell’unità nazionale 1860-1898, Milano, Cariplo, 1991, pp. 257-286
Giulia Benati e Anna Maria Roda (a cura di), Il Duomo di Milano: dizionario storico artistico e religioso , Milano, NED, 2001