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29 Ottobre Ott 2015 1627 one year ago

I Quadroni di San Carlo in Duomo

Dal 4 novembre sarà possibile ammirare lo straordinario ciclo dedicato alla vita del Santo. Il 7 novembre una visita guidata per l'occasione

Le maestranze della Veneranda Fabbrica sono impegnate in questi giorni in una delle operazioni che da secoli si svolge con straordinaria perizia e attenzione nell’approssimarsi della Solennità di San Carlo Borromeo che ricorre il 4 novembre: il montaggio del ciclo dei quadroni dedicati appunto alla vita e ai miracoli del santo arcivescovo. Infatti, da tale data fino alla fine del mese di novembre, i fedeli e i visitatori che si recheranno all’interno del Duomo di Milano avranno la possibilità di ammirare le imponenti tele dedicate alla vita e ai miracoli di San Carlo, Pastore della Chiesa Ambrosiana dal 1560 al 1584.

L’esposizione dei quadroni in Cattedrale vede protagoniste tra le campate del Duomo le cinquantasei tele che si suddividono in un ciclo formato da due sequenze: La Vita del Beato Carlo e quella dei Miracoli di San Carlo Borromeo.

La prima sequenza, dedicata alla vita del santo, fu commissionata dalla Veneranda Fabbrica in occasione della beatificazione dell’arcivescovo Carlo avvenuta il giorno 4 novembre 1602. A dettare il tema dei grandi dipinti, ventotto in tutto, fu il cugino del santo, il cardinale Federigo Borromeo: il racconto della vita di San Carlo e dei grandi momenti del suo cammino terreno. Tali opere, realizzate dai più affermati pittori della Milano del tempo primo tra tutti Giovanni Battista Crespi detto il Cerano, autore tra le altre tele della drammatica Visita agli appestati, Paolo Camillo Landriani detto il Duchino, Giovan Battista e Giovanni Mauro della Rovere detti i Fiammenghini, Carlo Buzzi e Domenico Pellegrini, comprendono le tele più grandi (6 metri per 4,75).

Le ventiquattro tele dei Miracoli fanno invece parte della seconda sequenza e furono esposte per la prima volta in Duomo nel 1610, accanto agli altri quadroni, in occasione della canonizzazione di Carlo Borromeo. Questa seconda parte  del ciclo vide invece impegnati i più apprezzati artisti del milanese, alcuni dei quali già autori della prima serie, fra cui Cerano, Giulio Cesare Procaccini, autore di sei tele, tra cui ricordiamo il Miracolo di Giovan Battista Tirone, il Duchino, i Fiammenghini, accanto a figure quali Carlo Buzzi e Giorgio Noyers. Alla serie furono successivamente aggiunte altre tele nel Settecento.

Si pensi all’effetto che questi enormi e straordinari dipinti dovevano fare sui fedeli che giungevano fino in Duomo nei secoli passati: un’emozione che rivive ancora oggi in tutti coloro che si recano in Cattedrale in occasione delle celebrazioni della Solennità.

Un’occasione unica per osservare e conoscere la storia di uno dei grandi santi della cristianità, attraverso grandiosi capolavori esposti tra le navate della Cattedrale.