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10 Agosto Ago 2016 1529 3 months ago

La meridiana del Duomo di Milano: scienza e storia in Cattedrale

Un sorprendente racconto tra le navate del Monumento

Venerdì, 16 giugno 1786
Lettasi la lettera del regio imperiale supremo consiglio di Governo, in cui si previene questo capitolo d'essersi ingiunto ai regi astronomi di Brera la formazione di una meridiana in Duomo, acciocché il capitolo si presti all'occorrente operazione, (…) è stato pregato il signor rettore di dare le correlative disposizioni per l'esecuzione.
(Annali della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Vol. VI)

Nel Duomo di Milano, estesa lungo le cinque navate in direzione Sud-Nord che coprono l’Area destinata alla Preghiera Cristiana e l’Area Visitatori, parallelamente alla Facciata, corre la meridiana, così come la possiamo osservare oggi dopo molteplici interventi di restauro, l’ultimo dei quali disposto dall’amministrazione della Veneranda Fabbrica nel 1976 per il rispristino delle complete funzionalità di essa.

Si tratta di una “verga d'ottone incassata in una fascia di marmo bianco, della larghezza di mezzo braccio e dello spessore di circa tre once posta su stabile fondamento”. Essa rappresenta la proiezione dell’intersezione del piano, quindi della verticale del luogo, con l’asse di rotazione terrestre;  per la storia della nazione descrive un capitolo fondamentale, segno della notevole crescita economica, coronata da molteplici riforme, durante la dominazione dell’Impero austro-ungarico in Lombardia dal 1713, in particolare sotto Maria Teresa e Giuseppe II.

La cosiddetta “Riforma del Tempo“ ordinava infatti che dal 1° dicembre 1786 gli orologi della Lombardia si conformassero con “l’ora transalpina”, ossia “l’ora francese”, la quale prevedeva la giornata iniziasse dal “mezzogiorno vero” e non più con il primo tocco delle campane per l’Ave Maria al Vespro, cioè circa mezz’ora dopo il tramonto. Ciò comportava una durata del giorno più costante e meno variabile, dato che l’orario del tramonto cambiava notevolmente a seconda del mutare delle stagioni.  

Con ingiunzione del Regio Imperiale Supremo Consiglio di Governo del 12 maggio 1786 fu quindi commissionato agli astronomi di Brera Giovanni Angelo De Cesaris e Guido Francesco Reggio di costruire una meridiana all’interno del Duomo di Milano, per “esattamente regolare l’orario col punto del mezzogiorno fisico e con la maggiore precisione”.

Diversamente dagli orologi solari, infatti, la meridiana non ha lo scopo di indicare le ore del giorno, ma soltanto il momento in cui il sole si trova esattamente all’azimut cioè il “mezzogiorno vero o fisico” e nel caso specifico l’inizio della giornata.

Per il posizionamento del regolo di ottone all’interno del Monumento fu usato un sistema innovativo per l’epoca, ossia determinato l’istante del mezzogiorno fisico, si trasmetteva il segnale alla Specola di Brera, dove era posto un orologio preciso al ¼ di secondo, e conseguentemente veniva tracciata la posizione del centro del disco solare proveniente dal foro gnomico sul pavimento della Cattedrale. Ripetuta più volte l’operazione, congiungendo i punti ottenuti fra loro, si rappresentava la linea della meridiana. Tenuto conto dei tempi di trasmissione manuale del segnale e della determinazione del cerchio solare, il De Cesaris stimò in 1 o 2 sec. la precisione nelle indicazioni orarie della meridiana.

Nel 1787, veniva pubblicato per praticità un manuale intitolato: “Registro giornale dell’orologio alla francese ed all’italiana” con il conguaglio delle ore francesi con le italiane in ciascun giorno dell’anno. “Comodissimo per ognuno, massime di chi, attese le proprie occupazioni, non può far uso della meridiana”.

Pur relativamente recente, la meridiana del Duomo di Milano è una fra le più precise e funzionali attualmente esistenti al mondo: un altro prezioso tassello di quell’immenso scrigno di fede e di arte di cui la Veneranda Fabbrica si occupa da quasi sette secoli con grande senso di responsabilità.