Impresa Tecnoeditoriale Lombarda S
...
25 Ottobre Ott 2018 1500 one month ago

La solennità di san Carlo Borromeo, compatrono della Diocesi di Milano

«Norma del clero, speranza del gregge, rifugio e conforto dei poveri»

Carlo nacque ad Arona il 2 Ottobre 1538 dalla nobile famiglia Borromeo. Ricevuta un’accurata formazione giuridica, all’età di 22 anni fu nominato Cardinale e poco dopo Arcivescovo di Milano; ebbe gran parte nell’ultimo svolgimento e nella conclusione del Concilio di Trento (1562-1563).
Raggiunta la sua Sede episcopale nel 1565, si consacrò totalmente alla missione pastorale. Attese con straordinaria energia all’opera della riforma della Chiesa, visitò con assiduità la sua immensa Diocesi e istituì i Seminari per la formazione del clero.
Uomo di ammirevole carità, durante la peste organizzò l’assistenza ai ma­lati, curando per loro l’amministrazione dei Sacramenti.
Morì il 3 Novembre 1584.

La visita allo Scurolo, l’esposizione dei Quadroni in Duomo e il Pontificale dell’Arcivescovo

Da venerdì 26 Ottobre a lunedì 5 Novembre, in prossimità della solennità liturgica di san Carlo Borromeo, (quest’anno, a motivo della coincidenza con la Domenica, il 5 Novembre), lo “Scurolo”, luogo che custodisce le spoglie del Santo Arcivescovo, è interamente accessibile, divenendo mèta di fedeli e visitatori, che numerosi giungono in Cattedrale.
Lo Scurolo (così detto dal termine dialettale scuroeu cioè chiesuola o cappella sotterranea, ambiente solitamente privo di luce, appunto scuro) si trova sotto il presbiterio del Duomo, accanto alla Cripta (Cappella iemale). Fu progettato nel 1606 da Francesco Maria Richini, su commissione dal cardinale Federico Borromeo; appare già sufficientemente completato e decorato in tempo per la Canonizzazione del Santo (1 Novembre 1610), costituendo così l’omaggio dei milanesi e dei loro Arcivescovi a san Carlo.
Il piccolo ambiente è a pianta ottagonale, a lati alternatamente diseguali, sormontato originariamente da un ampio lucernario: lo Scurolo è preceduto da uno pseudo-pronao classicheggiante che lo divide, nel contempo, dalla Cappella iemale. Le pareti dello Scurolo sono decorate, inferiormente, da basi in onice-noce, con specchi di marmi consueti al barocco milanese e con larghi riquadri di broccato rosso oro, con lo stemma dei Borromeo e con il motto di famiglia Humilitas. Al 1619 risale la delibera della decorazione in lamina d’argento sbalzato, che richiese oltre cinquant’anni di lavoro: se la Veneranda Fabbrica vi aveva stanziato la cifra mensile di seicento Lire Imperiali, donatori ne furono – oltre agli orefici milanesi, al conte Borromeo e al cardinale Litta, Arcivescovo di Milano dal 1652 al 1679 – i moltissimi cittadini che si unirono nel sostegno all’iniziativa.
Cuore dello Scurolo è l’urna in cristallo e argento, che custodisce il corpo di san Carlo: disegnata dal Cerano, l’opera fu donata da Filippo IV di Spagna. Il corpo del Santo è rivestito dei paramenti pontificali: il volto è ricoperto da una maschera, a sua volta in argento, voluta dal cardinale Giovanni Battista Montini durante il suo ministero episcopale come Arcivescovo di Milano (1954 - 1963).

Come ogni anno, in occasione della Solennità, le Maestranze della Veneranda Fabbrica hanno allestito – secondo la dizione citata negli archivi – il complesso «apparato»: da alcune settimane, sono infatti esposti lungo la Navata centrale e nei due transetti del Duomo, i 52 grandi teleri (Quadroni) di san Carlo. Il primo ciclo, dedicato alla vita e alle opere del Santo Arcivescovo, fu commissionato dalla Fabbrica – su precisa indicazione del cardinale Federico Borromeo, cugino e secondo successore di san Carlo – tra il 1602 e il 1610 e affidato ad alcuni dei maggiori artisti lombardi, tra tutti il Cerano, e ad altri artisti minori in occasione della Beatificazione e della Canonizzazione di Carlo Borromeo. Il progetto originario composto da 20 teleri fu successivamente integrato e completato con ulteriori 8 dipinti negli anni tra il 1660 e il 1740; tra questi ultimi sono compresi anche le 2 tele raffiguranti La nascita e La gloria di san Carlo, che si discostano per genere compositivo dall’intero ciclo e sono attualmente collocati stabilmente sulle casse lingnee degli organi. Il secondo ciclo pittorico – composto da 26 tele di dimensioni inferiori rispetto alle prime e dedicato ai Miracoli di san Carlo – venne invece realizzato a partire dal 1609.

Sabato 3 Novembre, alle ore 17.30, l’Arcivescovo monsignor Mario Delpini celebrerà in Cattedrale il solenne Pontificale, con la partecipazione del Capitolo Metropolitano, del Seminario diocesano, dei responsabili degli Organismi di Curia, del Consiglio presbiterale e delle diverse rappresentanze diocesane. In particolare, la celebrazione di quest’anno segna la conclusione del Sinodo Minore Chiesa dalle Genti, che ha visto impegnata la Diocesi dallo scorso mese di Gennaio. La celebrazione è preceduta dal cammino verso il Duomo dei Sinodali e delle Comunità etniche, guidati dall’Arcivescovo, con la Croce delle Genti, opera moderna di Eduardo Brocca Toletti, realizzata in cinque colori diversi relativi ai cinque Continenti e che, nella misura e nella forma, riprende la Croce di San Carlo.
Secondo tradizione, durante la Messa pontificale, l’Arcivescovo utilizza il pastorale, l’anello e il pàllio che furono del Borromeo e indossa la casula realizzata sul modello dell’originale appartenuta a san Carlo.

Al termine della celebrazione, sarà inoltre svelata la Pala dell’Assunta di Fontana, collocata presso l’altare laterale di Sant’Agata per tutta la durata della Mostra (27 Ottobre 2018 - 27 Gennaio 2019) L’arte novissima: Lucio Fontana per il Duomo di Milano 1936-1956, realizzata dalla Veneranda Fabbrica presso il Grande Museo del Duomo (Piazza del Duomo, 12). L’Opera è la versione bronzea di una pala d’altare che la Veneranda Fabbrica decise di fondere nel 1972, sulla base del modello in gesso che Lucio Fontana modellò su richiesta dell’Ente nel 1955. L’artista, infatti, avrebbe dovuto trasporre il bozzetto in marmo di Candoglia, ma il progetto rimase incompiuto.
Contestualmente, è stata rimossa dallo stesso altare la pala di Federico Zuccari San Pietro visita in carcere sant'Agata, che sarà ricollocata in loco a fine Gennaio, al termine di un intervento di restauro.