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2 Agosto Ago 2018 1000 19 days ago

“Mai ricusare di cantare”: da un regolamento del 1884 della Cappella Musicale del Duomo

Curiosità e note sulla più antica istituzione culturale milanese

Il canto ha sempre accompagnato la vita del Duomo. Da secoli, l’intreccio di armonie nella purezza della voce dei pueri cantores della Cappella Musicale scandisce i momenti solenni della Cattedrale: una presenza dietro cui c’è un enorme lavoro di formazione e di perfezione che affonda le radici in secoli di tradizione.

Oggi, la Cappella Musicale è guidata da Don Claudio Burgio che incarna la continuità con il primo Maestro Matteo da Perugia, designato per tale incarico nel 1402 dai deputati della Veneranda Fabbrica.

Tra i documenti conservati all’interno dell’Archivio Biblioteca della Veneranda Fabbrica, abbiamo rinvenuto un “Regolamento per la scuola di canto della Cappella Musicale del Duomo di Milano” che risale al 21 giugno 1884 e che ci offre una fotografia della vita degli allievi del tempo.

Il documento è la testimonianza di un profondo rinnovamento nella continuità di cui fu artefice l’allora direttore Giuseppe Gallignani (1851-1923), entrato in carica il 19 aprile dello stesso anno. Il numero degli allievi non era più chiuso, ma fissato di anno in anno dal maestro; gli alunni furono distinti in adulti (da 18 ai 25 anni) ed in ragazzi (dai 7 agli 11 anni); la scuola venne a scindersi in due rami, suddivisi in due classi, in corrispondenza delle mansioni nella Cappella: per i fanciulli la scuola durava fino alla muta della voce, per gli adulti tre anni. Anche il repertorio venne più curato ed uno dei compiti del Maestro era la rigida sorveglianza del regolamento.

L’ammissione di un allievo (inizialmente per un periodo di prova di tre mesi) veniva decretata dall’Amministrazione della Veneranda Fabbrica a mezzo del Maestro di Cappella: la richiesta doveva essere corredata da fede di battesimo, certificato di buona condotta e da una dichiarazione del Maestro Direttore circa “l’idoneità dei mezzi vocali”.

Tra le prescrizioni indicate dal regolamento vi era l’obbligo di “trovarsi nella Scuola cinque minuti prima dell’ora stabilita per le lezioni”, di vestire “decentemente” e di “conservare un contegno civile e rispettoso”. Nel 1884, la durata delle lezioni era fissata in “due ore per ogni giorno”, eccettuati i festivi, in cui però la Cappella interveniva in Duomo per le funzioni.

Tra le note più curiose spicca la prescrizione di “mai ricusare di cantare quella musica che verrà loro assegnata e nel modo che sarà loro indicato”.