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“Non conviene amministrare i Sacramenti a delle maschere”

Articolo realizzato dai cadetti della Scuola Militare Teulié di Milano

Regolamento Duomo
16 Luglio Lug 2019 1113 16 luglio 2019

Il Duomo di Milano è da secoli il cuore pulsante della città, il cui valore oltre a essere religioso e spirituale è anche artistico e culturale: conoscere la sua storia significa anche conoscere la storia dei Milanesi.

Nell’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo sono custoditi anche i più piccoli e curiosi particolari che fanno parte della vita quotidiana della Cattedrale ed è possibile ripercorrere tutte le vicende accadute negli anni passati.

È interessante notare quanto la Veneranda Fabbrica si è sempre occupata meticolosamente di tutelare il prestigio, l’ordine, il decoro e i valori morali del Duomo, ma anche di preservare la delicata struttura da scellerati e vandali che nel tempo hanno tentato di deturparla. Infatti, tra i numerosi documenti, sono presenti anche diverse carte, risalenti alla prima metà del ‘900, che trattano le rigide regole da attuare sia all’interno degli ambienti della chiesa, sia negli spazi circostanti. Ogni dettaglio è curato attentamente: dagli orari delle sorveglianze notturne e diurne, alle modalità per la raccolta delle offerte, ai comportamenti da mantenere, fino alle disposizioni sul vestiario. È piuttosto suggestivo volgere uno sguardo al passato e capire quanto i nostri usi e costumi stiano cambiando con il passare degli anni. In particolare le norme che riguardano il gentil sesso ai giorni nostri sono sempre più in evoluzione e assumono gradualmente forme meno austere. Secondo un documento risalente al 1943, a quel tempo era d’obbligo per le donne presentarsi ai SS. Sacramenti con braccia e gambe completamente coperti e addirittura col capo coperto e il viso non eccessivamente truccato; possiamo leggere nel testo: “col viso e le labbra non deturpate da sciocche vanità di minio e d’altre tinture. Non conviene amministrare i Sacramenti a delle maschere”. Chiunque, a causa del contegno o dell’abbigliamento, avesse rappresentato un’offesa al comune sentimento religioso veniva garbatamente ma inesorabilmente allontanato.

Ad oggi le norme riguardo all’abbigliamento non sono certo così severe, ma per accedere all’interno del Duomo è comunque necessario presentarsi in modo decoroso. Se l’abbigliamento non dovesse essere adeguato, ormai non si viene più allontanati dalla struttura, ma si invitano i visitatori a coprire le parti scoperte del corpo con delle mantelline che vengono distribuite all’ingresso per chi ne avesse bisogno.

Questi, che possono sembrare dettagli irrilevanti o interessanti solo per i più curiosi, in realtà sono frammenti importanti dell’esistenza del Duomo, grazie ai quali siamo in grado di ricostruire pezzo per pezzo la storia di questa prestigiosissima Cattedrale, simbolo di Milano.

Testo a cura di Ania Alleva e Luciano Paolo Vurro della Scuola Militare Teulié di Milano in occasione del progetto di valorizzazione delle eccellenze, svolto presso l’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.