Nuovi restauri in Duomo: il portale della Sacrestia Meridionale
Un capolavoro di scultura tardotrecentesca ritorna a splendere:
scopriamone insieme le vicende storico-artistiche
Dopo quasi due anni di attento restauro promosso dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, il portale della Sacrestia Meridionale o Capitolare torna alla vista di fedeli e turisti, valorizzato da una nuova illuminazione che esalta la bellezza dei suoi dettagli scultorei e decorativi.
Dedicato alla vita della Vergine e alle storie dell’Infanzia di Cristo, l’imponente portale scolpito fu eseguito in marmo di Candoglia tra il 1391 e il 1395 circa dallo scultore tedesco Hans von Fernach e dalla sua bottega, in dialogo con il quasi coevo portale gemello della Sacrestia Settentrionale o Aquilonare, intitolato a Cristo e realizzato da Giacomo da Campione e Giovannino de’ Grassi (restaurato tra 2019 e 2021).
Entrambe le sovrapporte appartengono alla fase iniziale della costruzione della Cattedrale, partita appunto dalle Sacrestie e proseguita con la definizione delle mura perimetrali e le fondamenta dell’area absidale. Prima degli interventi cinquecenteschi di riforma della zona presbiteriale voluti dall’arcivescovo Carlo Borromeo, i due ingressi delle Sacrestie si fronteggiavano, dando ai fedeli la percezione di un rapporto diretto.
Il restauro del portale meridionale, condotto dalla ditta Aconerre, ha eliminato le patine di ossidazione e calcificazione prodotte sul marmo dall’umidità e dai fumi delle candele: questo ha riportato alla luce le tracce dell’originaria partitura pittorica policroma con finitura a foglia oro di Giovannino e Porrino de’ Grassi, che impreziosiva l’apparato scultoreo, sopravvissuta e chiaramente leggibile solo in determinati punti. Alcuni di essi risultano inaspettati perché certamente non visibili dal normale punto di osservazione del visitatore, a testimonianza di una straordinaria ricchezza decorativa il cui effetto doveva avvicinarsi a quello di un’oreficeria medievale, ancora di più che nel portale settentrionale.
Una vivacità che si ritrova anche nella scultura, partendo dal basamento con le Vergini sagge e stolte e le sei scenette con Storie di Maria e dell’Infanzia di Cristo della cornice; la narrazione prosegue poi con le tre scene centrali (Compianto sul Cristo morto, Madonna del Latte e Madonna della Misericordia) e si conclude nel Cristo crocifisso sulla sommità del portale.

Grazie al restauro, documentato in un apposito volume recentemente pubblicato dalla Veneranda Fabbrica con Silvana Editoriale, è stato possibile osservare dettagli ornamentali inaspettati: tra i più curiosi e interessanti risaltano i cardi dorati che decorano la veste della Madonna nella Presentazione al tempio, simbolo della futura passione di Gesù. Raffinati motivi in oro impreziosiscono anche gli orli delle vesti, come nell’Adorazione dei Magi.

Il restauro del portale e della Sacrestia
Il restauro del portale effettuato da Aconerre, preceduto da una fase iniziale di studio ravvicinato dell’opera e da una campagna diagnostica, ha previsto l’applicazione sulla superficie marmorea del gel di agar, un polisaccaride naturale derivato dalle alghe che assorbe lo sporco e si rimuove senza lasciare residui: ciò ha consentito un restauro innovativo per la scelta dei materiali, sostenibile nel rispetto dell’ambiente, degli operatori e a tutela dell’opera.
Il restauro del portale rientra in un più ampio progetto di riordino e pulitura generale, nonché di rifacimento e adeguamento degli impianti, della Sacrestia Meridionale, che si concluderà entro la fine del 2026: in tale contesto le maestranze della Fabbrica hanno affiancato la ditta Anna Lucchini Restauri, in associazione con Francesca Siena, nella pulitura delle volte dipinte ottocentesche, delle pareti e del coronamento del lavabo interno con il rilievo scultoreo rappresentante Cristo e la Samaritana al pozzo, opera di Giovannino de’ Grassi (1395-1396). Anche in questo caso, come avvenuto per il portale, l’intervento ha reso nuovamente visibile ciò che resta della policromia e doratura originali.


