Il 2026 è iniziato da poco ma si preannuncia come un anno ricco di sfide e di traguardi, questi ultimi in parte già raggiunti grazie alla vicinanza e generosità dimostrata da quanti ci hanno sostenuto con un gesto solidale.
Desideriamo ripercorrere con voi i cantieri di restauro che hanno caratterizzato l’anno appena passato e ringraziarvi, perché ogni contributo, anche piccolo ma continuativo, possa aiutarci a pianificare con maggiore determinazione gli interventi futuri.
Dentro il cantiere: uno sguardo ai restauri del Duomo di Milano
GLI ESTERNI
Chi avrà percorso Corso Vittorio Emanuele negli ultimi mesi avrà sicuramente notato la presenza di un nuovo cantiere lungo tutta la fiancata nord della Cattedrale. Il monitoraggio di tale grande struttura suggerisce che sia ormai giunto il momento di intervenire sulle superfici, dopo quasi sessant’anni dall’ultima manutenzione, anche in considerazione del fatto che si tratta del lato più esposto all’aggressione degli agenti metereologici. I primi mesi del 2025 hanno visto l’effettivo avvio di tutte le operazioni di pulitura.
Nel corso del 2024 ha preso avvio anche il rifacimento integrale della guglia absidale n.17, dopo i tanti monitoraggi condotti: ed è un bene perché, come tutte le guglie absidali, svolge un significativo lavoro di contenimento delle spinte delle strutture voltate, più marcate nell’abside che in ogni altra parte della Cattedrale. Le diverse parti della guglia, già riprodotte verranno completamente sostituite nel corso dell’anno perché in condizioni troppo critiche per pensare di procedere solo con un restauro.
GLI INTERNI
Prosegue, come da programma, l’intervento sulla Sacrestia Capitolare: ad oggi si è terminato il restauro del Portale d’ingresso, che ha riportato alla luce la splendida opera di Hans Von Fernach, con sculture che raffigurano una serie di storie evangeliche sovrastate dalla Madonna della Misericordia. Il restauro degli apparati lignei interni, invece, proseguirà anche nell’anno in corso.
Nei primi mesi del 2025 sono anche state riposizionate in Duomo, in una rinnovata collocazione, due capolavori cinquecenteschi: la celebre statua del San Bartolomeo di Marco d’Agrate ora posizionata nel retrocoro del Duomo, e la statua raffigurante il Cristo alla colonna di Cristoforo Solari, nel transetto meridionale. Entrambe le opere erano ricoperte da numerosi e spessi depositi superficiali. La pulitura delle superfici, fortunatamente poco invasiva, ci permette oggi di ammirare l’incredibile bellezza di queste due opere d’arte e i loro dettagli minuziosi, come la precisione dei nervi e dei fasci muscolari del San Bartolomeo e la costruzione anatomica del Cristo alla colonna che rimanda ad echi michelangioleschi e leonardeschi.
I restauri condotti dalla Veneranda Fabbrica non riguardano però solo le opere d’arte nel senso più stretto del termine, ma anche gli arredi liturgici della Cattedrale. Nel corso del 2025 è stato infatti ripulito il candelabro monumentale pasquale del Duomo, detto anche Ciloster. Utilizzato durante la liturgia pasquale, si presentava ormai in uno stato di conservazione pessimo, con uno spesso strato di polvere sulla superficie, numerosi sollevamenti e perdite di doratura. Tutte le parti metalliche erano fissate alla struttura in ferro con viti che presentavano evidenti strati di ruggine. Il cantiere di lavoro è stato allestito all’interno del Duomo in modo che l’intervento potesse essere visibile anche dai turisti in visita al Complesso Monumentale.
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