Sant’Agnese
Un capolavoro scultoreo del tardo Quattrocento
La Sant’Agnese è una statua marmorea custodita nella settima sala del Museo, dedicata all’arte dell’età sforzesca. Eseguita nel 1491, l’opera fu commissionata dalla Veneranda Fabbrica allo scultore Benedetto Briosco (Pavia?, 1460 circa-1517 circa), attivo oltre che per il Duomo anche per la Certosa di Pavia. In origine la Sant’Agnese era destinata all’esterno della Cattedrale, sul fianco nord: tuttavia, la sua elevata qualità indusse i fabbricieri a collocarla all’interno, prima su un altare e poi, per volontà dell’arcivescovo Carlo Borromeo, sopra un pilone nel braccio meridionale del transetto.

Veduta della scultura raffigurante Sant’Agnese all’interno della Cattedrale
Scolpita, a differenza della quasi totalità delle statue del Duomo, in marmo di Carrara, fornito da Briosco, la statua raffigura la santa martire paleocristiana come una fanciulla dall’espressione assorta, abbigliata con una veste legata sotto il petto da una sottile fusciacca e completata da un manto fissato sulla spalla sinistra con un fermaglio. I piedi sono cinti da calzari, mentre la mano sinistra, priva del mignolo, regge un piccolo agnello, emblema della purezza e del sacrificio di sant’Agnese; la mano destra invece è mancante, e in origine reggeva un ramo di palma in ottone dorato. Dello stesso materiale era anche il perduto diadema che adornava i capelli, raccolti in un’elaborata acconciatura a due code.
Considerata uno dei capisaldi del percorso artistico di Briosco, la Sant’Agnese è indicata dagli studiosi come esempio rappresentativo della transizione, nella scultura milanese di fine Quattrocento, da forme ancora goticheggianti verso un classicismo di stampo rinascimentale: a quest’ultimo rimandano infatti sia la compostezza e la solennità della figura sia la resa naturalistica dei panneggi, probabilmente derivanti dalla conoscenza diretta delle opere veneziane di Pietro Lombardo e Antonio Rizzo.
Si veda, a tale proposito, l’affinità della Sant’Agnese con le due Virtù collocate sul primo ordine del monumento funebre al doge Nicolò Tron, eseguito nel 1476 da Antonio Rizzo per la Basilica dei Frari di Venezia e ritenuto per imponenza, struttura architettonica e numero di statue il maggiore lavoro di scultura rinascimentale della città lagunare.
All’interno del Museo del Duomo
Vista la sua rilevanza storico-artistica, la Sant’Agnese ha fatto parte dell’allestimento del Museo del Duomo fino dalla sua apertura nel 1953. Una fotografia d’epoca la mostra in primo piano all’interno della seconda sala, dove sono riconoscibili altre opere ancora oggi custodite in Museo: sulla sinistra l’arazzo con Episodi della Passione di Cristo (1467) e la Madonna con il Bambino in legno policromo (secondo quarto del Quattrocento). In alto a destra spicca invece il busto ligneo del modello della Madonnina (1770).



