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La prima campagna fotografica delle vetrate del Duomo

M Come Montabone
18 Febbraio Feb 2019 0916 18 febbraio 2019

In Archivio si conservano due cassette di legno con l’etichetta “Stabilimento Montabone di C. Marcozzi, piazza Durini 7, Milano”. Esse contenevano originariamente 46 negativi su lastra di vetro che rappresentano gli antelli di alcune delle vetrate più antiche.

Grazie al Mandato di Pagamento n. 75 del 16/04/1883 si può ricostruire la prima campagna fotografica della vetrata di San Giovanni Damasceno e documentare la funzione d’uso svolta dalla fotografia nel cantiere del Duomo. Le foto vennero eseguite da Carlo Marcozzi che guidò lo stabilimento del celebre Luigi Montabone dal 1877 fino al febbraio del 1883; dal documento, infatti, si rileva che fu il fratello Giuseppe a riscuotere il pagamento a seguito dell’improvvisa morte del fotografo.

Dalla relazione allegata al mandato si legge che, nell’ambito dei restauri che coinvolgevano allora le vetrate del Duomo, l’architetto della Fabbrica Paolo Cesa Bianchi avanzò l’idea di ritrarre con acquarelli gli antelli di alcune di esse. Tuttavia, dal momento che il costo del progetto risultava troppo elevato, l’architetto si fece persuadere dal pittore Pompeo Bertini, il restauratore delle vetrate, che suggerì di affidarsi al mezzo fotografico. Il pittore, per ovviare alle titubanze di Cesa Bianchi sulla resa cromatica delle foto, propose di eseguire alcuni interventi direttamente sugli scatti. Il pagamento, infatti, indica la realizzazione di due serie di foto: 15 negativi che ritraggono direttamente gli antelli della vetrata (lastre ai sali d’argento) e 20 negativi che sono la riproduzione di foto raffiguranti gli antelli su cui intervenne Bertini (lastre al collodio).

Nell’immagine: negativo al collodio raffigurante l’episodio La falsa lettera è recata all’imperatore e fattura di Carlo Marcozzi per le fotografie della vetrata di San Giovanni Damasceno eseguite per la Fabbrica.