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La Carola degli Angeli di Vismara

Una leggiadra danza…dal peso di 9 tonnellate

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3 Aprile Apr 2019 1753 03 aprile 2019

Tra le opere lapidee, la Carola di Angeli di Gaspare Vismara è sicuramente la più imponente, un grande unico pezzo di marmo di Candoglia dal peso di circa 9 tonnellate che lo rende l’opera più pesante del Museo.
Scolpito nel 1636 da Gaspare Vismara fu posizionato nell’intradosso della porta centrale del Duomo come soffitto e fu per questo chiamato “cielino”. Il cielino fu rimosso nei primi anni del XIX secolo per fare spazio ai battenti bronzei di Ludovico Pogliaghi.

La Carola è una danza di angeli in festa tra le nuvole. Lo scultore decide di rappresentarla attraverso il movimento circolare di sinuosi corpi di angeli che incorniciano tre putti che sostengono un nastro.

La danza gioiosa degli angeli era messa in relazione iconograficamente con il momento della Nascita della Vergine dalla fonte apocrifa di Jacopo da Varagine come tripudio del Paradiso.

Anche le imbotti delle cinque porte del Duomo si inseriscono quindi nel programma iconografico della facciata del Duomo, dedicato alla Vergine, costruito sui rimandi veterotestamentari voluti da Federico Borromeo e rappresentati nei rilievi delle lunette collocate sopra le porte.

I rilievi furono eseguiti nella prima metà del XVII secolo su disegno di Giovan Battista Crespi detto il Cerano. Allo scultore Gaspare Vismara si deve la realizzazione dei rilievi della Nascita di Eva collocato nella lunetta della porta centrale, e alcuni laterali tra cui Salomone e la regina di Saba, Giuditta e Oloferne.