Edizioni it en

Gian Galeazzo: il volto nascosto del Duomo

Articolo realizzato dagli studenti di alternanza scuola-lavoro

Gian Galeazzo Archivio
27 Giugno Giu 2019 1442 27 giugno 2019

Numerosi sono i documenti relativi alla figura di Gian Galeazzo Visconti, il quale sappiamo aver contribuito in maniera notevole alla costruzione del Duomo di Milano. Tra i più noti troviamo lettere ducali, privilegi e concessioni. Ciò che potrebbe risultare una fonte inaspettata relativa al Duca di Milano, è però una fotografia della statua di San Giorgio, collocata sulla sommità della guglia Carelli.

Situata nella parte nord-occidentale della zona absidale, la statua viene attribuita a Giorgio Solari. Essa ha subito diversi danni durante la seconda guerra mondiale e, ciò che vediamo attualmente, è il rifacimento dell’originale conservata in Museo.

Un’attenta osservazione ci consente di individuare nel volto del santo i lineamenti del Duca.

In seguito alla morte del padre, Gian Galeazzo si trova in possesso di tutto il territorio milanese e decide di contribuire alla costruzione della nuova Cattedrale, con l’obiettivo di renderla un simbolo non solo per l’Italia, ma anche per l’Europa intera.

Siamo a conoscenza del fatto che la vicenda relativa alla posa della prima pietra del Duomo da parte del Duca, sia in realtà un dato non documentato. Pertanto, nei fatti non ci fu nessuna cerimonia di fondazione, perché non si stava costruendo una nuova chiesa, bensì soltanto rinnovando la vecchia cattedrale preesistente.

Lo stesso Gian Galeazzo, si noti, non pretendeva affatto di presentarsi come l’artefice dell’iniziativa. Egli infatti afferma di concedere i privilegi “affinché la fabbrica della chiesa maggiore della nostra città di Milano, che già a lungo e da molto tempo rimase in rovina e ora si è iniziato a costruire , ottenga una costruzione debita e pia.”

L’autorità politica, durante l’intero corso della storia, risulta sempre in stretto contatto con la componente religiosa, infatti, anche su questo piano troviamo rilevanti interventi.

Un primo tentativo di coinvolgimento dei milanesi nella costruzione del Duomo è stata effettuato dall’arcivescovo Antonio da Saluzzo, ma è con la bolla papale di Bonifacio IX e la conseguente concessione delle indulgenze al popolo, che si riconosce un vero e proprio avvio ai lavori.

Testo realizzato da Alice Villa e Kristina Cavaletti dell’istituto A.Banfi in occasione dell’esperienza di Alternanza Scuola-Lavoro presso l’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo.