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Nuova vita per il Librone I di Franchino Gaffurio

Restauri in Archivio

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14 Ottobre Ott 2019 1041 14 ottobre 2019

Celebrare il cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci costituisce per la Veneranda Fabbrica del Duomo l’occasione di raccontare alla città e al mondo un passaggio tanto importante quanto affascinante della propria storia. La fine del XV secolo infatti rappresentò per l’ente, che dal 1387 era impegnato nella costruzione di una nuova Cattedrale per la città di Milano, un periodo critico e al tempo stesso di grande vivacità: mentre il cantiere infatti faticava a trovare la soluzione alla sfida costruttiva di cupola e tiburio, la Cappella Musicale, fondata dalla stessa Veneranda Fabbrica del Duomo nel 1402, viveva un momento di grande splendore artistico.

Maestro di Cappella del Duomo dal 1484 alla sua morte, avvenuta nel 1522, Franchino Gaffurio non solo si distinse per l’attività compositiva, ma riformò il percorso formativo dei pueri cantores e fu autore di importanti opere di speculazione teorica.

Di questo grande protagonista della scena culturale milanese di fine Quattrocento l’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo ha custodito per secoli i quattro grandi Libroni musicali, nei quali lo stesso Gaffurio ha voluto, con una sapiente regia redazionale, far confluire una ricca antologia di brani propri o di altri, coevi o a lui precedenti.

Codici di grande formato, considerati da sempre uno dei tesori più preziosi dell’Archivio, furono drammaticamente segnati nella loro unitarietà dal fatale incendio del padiglione della Veneranda Fabbrica del Duomo all’Esposizione internazionale del 1906, nel quale il quarto Librone andò quasi perduto, tanto che ne restano solo alcuni frammenti combusti.

Dei Libroni Gaffurio il primo è forse il più noto, per essere l’unico dei tre sopravvissuti ad avere, in apertura, una miniatura particolarmente significativa per la Veneranda Fabbrica, dal momento che vi è rappresentato proprio lo stemma dell’ente, ovvero la Vergine Maria che copre con il suo manto la facciata della Cattedrale, a quei tempi ancora rappresentata con l’architettura di Santa Maria Maggiore, basilica preesistente al Duomo.

Il Librone 1, come gli altri libroni musicali e come molte centinaia di registri conservati in Archivio, fu interessato negli anni ’50 del Novecento da un restauro tanto massivo quanto – con gli occhi di oggi – discutibile, delle legature. Alle coperte originarie, caratterizzate da una grandissima varietà cromatica, furono sostituite coperte tutte simili decorate con borchie metalliche che, nel caso dei libroni, comportarono nel tempo un notevole danno. La pesantezza delle nuove legature unita alla scarsezza ed esiguità delle fettucce di cotone generarono nell’arco di poco tempo una serie di problemi.

A pochi decenni da quell’intervento si iniziarono a notare i primi segni di degrado: allentamento dei fascicoli, in alcuni casi piccoli strappi, fino ad arrivare ad una situazione decisamente drammatica.

Lo studio in corso sui libroni di Gaffurio, i cui primi risultati sono stati pubblicati nel volume Codici per cantare: i Libroni del Duomo nella Milano sforzesca, a cura di Daniele V. Filippi e Agnese Pavanello (ed. Libreria Musicale Italiana), ha riacceso l’attenzione su questi preziosi testimoni del rinascimento musicale milanese e, nella più vasta attività di costante valorizzazione del proprio patrimonio culturale, la Veneranda Fabbrica del Duomo ha voluto intervenire con un importante intervento di restauro. Si è cominciato con il Librone I, che si vuole restituire alla sua primaria vocazione, quella di essere cantato in Duomo.

Il restauro, affidato al laboratorio Volumina, ha interessato diversi aspetti: dalla pulitura dei fogli alla rimozione degli inserti di rinforzo del restauro precedente per sostituirli con materiali più adeguati, fino alla ricostruzione della legatura con i criteri originari, che permetteranno al volume di essere nuovamente collocato su un leggio e tornare a far riecheggiare sotto le volte del Duomo le note che ad esso Franchino Gaffurio ha voluto affidare.

Tutto questo avverrà con un eccezionale concerto del “Mese della Musica” in Duomo il 29 ottobre alle ore 20.00, preceduto da un incontro – anteprima alle ore 18.30 in Cappella Feriale, in cui verranno mostrate alcune immagini del restauro riportandoci alle atmosfere del Duomo vissute da Leonardo da Vinci. Il Librone di Gaffurio tornerà quindi dopo cinque secoli in Duomo con i cantori della Schola Cantorum Basiliensis che intoneranno fra le maestose navate della Cattedrale quelle stesse note e melodie che Leonardo da Vinci ascoltava quando, nei suoi anni milanesi, si cimentò insieme ai più grandi architetti del tempo, nell’impresa di progettare la cupola e il tiburio.

Questa ed altre connessioni tra la musica di Gaffurio e il genio vinciano porteranno infine il Librone ad essere esposto, da fine novembre, nella mostra in programma al Grande Museo del Duomo dal titolo: “Il Duomo al tempo di Leonardo”.