S. MADDALENA

22 LuglioGuglia transetto nord-G74
Città di cui è il patrono (patrocinio): Arcipelago della Maddalena (OT) Santa Protettrice: prostitute pentite, penitenti, parrucchieri Emblema: Ampolla d’unguento
La Chiesa latina era solita accomunare nella liturgia le tre distinte donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora separatamente: Marta e Maria di Betania, sorelle di Lazzaro, e Maria Maddalena o di Magdala, l’ossessa miracolata da Gesù, che lo seguì assistendo alla crocifissione e che ebbe il privilegio di vederlo risorto. L’identificazione delle tre donne è stata facilitata dal nome Maria, comune almeno a due, e dalla sentenza di san Gregorio Magno che vide indicata in tutti i passi evangelici una sola e medesima donna. I redattori del nuovo calendario, riconfermando la memoria di una sola Maria Maddalena senz’altra indicazione, come l’aggettivo “penitente”, hanno voluto celebrare la santa donna cui Gesù apparve dopo la Risurrezione. È questa la Maddalena che la Chiesa oggi commemora e che secondo un’antica tradizione greca sarebbe andata a vivere a Efeso, dove sarebbe poi morta. L’opera che poggia sulla guglia G74 è senz’altro la figura di Maria Maddalena. Lo si capisce come prima cosa dal vaso di unguento – l’elemento iconografico simbolo della sua figura – che tiene tra le mani. Il corpo è rappresentato mentre sta camminando, con la gamba destra protesa in avanti, mentre il vestito è stato scolpito in modo da apparire controvento e quindi aderente al corpo, esaltando così il movimento della figura. La donna ha lo sguardo rivolto verso l’alto, come se stesse ancora osservando Cristo ai piedi della croce oppure la sua ascesa al cielo nel momento miracoloso della Resurrezione. La statua, originale, è stata eseguita nel 1953 da Aldo Andreani.