Etimologia:
deriva dal latino Marius, nome gentilizio romano abbastanza diffuso tra i comandanti militari. Potrebbe infatti essere collegato a Marte, il dio della guerra. Un’altra teoria lo collega invece alla radice “mas” che significa “maschio, virile”.
Secondo una leggendaria Passio del VI secolo, Mario lasciò la sua patria, la Persia, intorno al III secolo d.C., per recarsi a Roma con la sua famiglia per venerare le reliquie dei martiri, abitudine dell’epoca di molti fedeli. A Roma Mario si associa al prete Giovanni, con cui si occupa della sepoltura delle vittime della persecuzione di Diocleziano che giacevano in aperta campagna.
Questo operato non poteva passare inosservato, infatti Mario e la sua famiglia vennero scoperti, arrestati e condotti in tribunale dove rifiutarono l’abiura e furono quindi condannati alla decapitazione. I corpi furono raccolti da una matrona romana e sepolti in un suo possedimento agricolo chiamato “Buxus” (odierna Boccea). Le loro reliquie ebbero sorti complicate: alcune furono traslate a Roma e parte di esse donate al biografo di Carlo Magno, che a sua volta le donò ad un monastero, come era uso fare allora.
Le vicende della statua nel Cantiere Duomo:
La statua di San Mario è stata realizzata nella metà del Novecento. Tuttavia, non si hanno notizie certe né dello scultore che l’ha realizzata, né di ulteriori avvicendamenti della statua all’interno del cantiere del Duomo negli anni.




Tiburio

