S. VITTORE

08 MaggioGuglia di facciata-G17
Santo Protettore: prigionieri ed esuli. Emblema: Palma

Etimologia:

Di origine latina victor, -oris, significa intuibilmente “vincitore”, “colui che vince”.
Un nome che celebra il trionfo e il successo, essendo nato originariamente come soprannome per chi si distingueva in battaglia.


Le notizie più antiche su San Vittore ci arrivano da Sant’Ambrogio soprattutto nell’Inno in onore dei Martiri Vittore, Nabore e Felice, originari della Mauritania che morirono a Lodi in difesa della fede. Essi fanno parte dell’esercito di Massimiano che li destina a Milano. Tra III e IV secolo d.C. si verifica un’epurazione all’interno dell’esercito, dove i cristiani non sono apprezzati. Vittore è fedele all’imperatore per quanto riguarda la sua vita militare, ma non a tal punto da mettere in dubbio la sua fede; proprio per questo viene arrestato, imprigionato e poi portato all’ippodromo del circo, l’attuale Porta Ticinese, al cospetto dell’imperatore in persona: anche qui Vittore si rifiuta di abiurare. Viene quindi riportato in carcere, dove subisce torture indicibili, ma il Signore lo aiuta a sopravvivere privandolo del dolore. Vittore riuscì a fuggire dal carcere ma la sua fuga durò poco: non appena scoperto viene portato dai soldati in un bosco per essere decapitato. Secondo la tradizione il suo corpo rimase insepolto e sorvegliato da due fiere, fino a che non venne ritrovato da San Materno, che gli diede degna sepoltura. San Vittore è molto beneamato e ricordato dai milanesi, che gli intitolarono nel tempo diverse chiese e monumenti, tra cui anche il carcere di San Vittore: non a caso è ricordato anche come protettore degli esuli e dei prigionieri.


Le vicende della statua nel Cantiere Duomo:

La statua rappresenta San Vittore incarcerato: egli appare come un uomo smunto e dall’espressione esausta, con lo sguardo rivolto al cielo. La bocca è aperta, forse sta pregando a voce alta nell’attesa che qualcuna delle altre statue venga a liberarlo. Braccia e gambe sono legate con delle catene. L’opera è databile attorno la metà del Novecento: secondo quanto riportato dal Quotidiano l’Eco della Stampa del 1949 vi erano all’epoca 28 statue del Duomo in attesa di essere posizionate sulle guglie rimaste senza terminale a seguito dei bombardamenti del 1943 e il nostro San Vittore pare essere stata una delle ultime ad essere state posizionate proprio in quei giorni.