Etimologia: deriva dal greco “Ángelos” (ἄγγελος), che significa “messaggero”. In italiano, il termine “angelo” ha mantenuto il significato e si riferisce specificamente agli esseri celesti che fungono da intermediari tra Dio e l’umanità.
Questa guglia è caratterizzata dalla raffigurazione di un angelo che sostiene con grazia un mazzo di rose, avvolto e sorretto da un panno. L’iconografia della corona o del mazzo di rose conferisce alla scultura una particolare delicatezza ornamentale, distinguendola all’interno del complesso apparato scultoreo del Duomo.
Nell’immaginario cristiano, l’iconografia della rosa è profondamente densa di significati: considerata la “regina dei fiori”, essa simboleggia la purezza e l’amore divino. Spesso associata alla figura della Vergine Maria, la rosa portata da un angelo trasforma il messaggero in un portatore di grazia e bellezza spirituale. Il mazzo di rose rappresenta inoltre la carità e il profumo delle virtù cristiane che si elevano verso il cielo; in questo contesto, l’atto dell’angelo di sorreggere i fiori con un panno sottolinea la sacralità dell’offerta, evitando il contatto diretto per rispetto verso la purezza del simbolo.
Le vicende della statua nel Cantiere Duomo:
La realizzazione della statua risale alla prima metà del XVIII secolo. Sia il modello preparatorio che la scultura definitiva furono eseguiti da Giuseppe Puricelli nel 1733. Un elemento di eccezionale rilievo storico è rappresentato dal fatto che la statua attualmente visibile sulla guglia è l’originale del 1733, sopravvissuta intatta nel tempo senza la necessità di essere sostituita da una copia. Per quanto riguarda la struttura portante della guglia, la sua messa in opera è databile intorno al 1730 circa ad opera delle maestranze attive nel cantiere in quel periodo.




Tiburio

