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Al via il restauro dei Quadroni di San Carlo del Duomo di Milano

Un nuovo capitolo nella storia dei Quadroni di San Carlo, grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo

Il ciclo della Vita di San Carlo rappresenta una delle più ambiziose imprese artistiche promosse dalla Veneranda Fabbrica del Duomo e trae origine all’inizio del XVII secolo, nel clima di crescente devozione verso l’Arcivescovo milanese.

Attualmente composto da 26 monumentali tele a tempera su tela, ciascuna delle dimensioni di 600 x 475 centimetri ed esposte ogni anno dal 4 novembre, Solennità di San Carlo Borromeo, fino all’Epifania.

 

Le prime venti opere furono realizzate tra il 1602 e il 1604, mentre le restanti vennero aggiunte tra la fine del Seicento e il 1694, completando il racconto della vita del Santo.

 

Nel complesso, i Quadroni costituiscono un unicum nel panorama europeo, coinvolgendo i maggiori protagonisti della pittura lombarda del tempo, tra cui il Cerano, il Duchino, il Fiammenghino, Carlo Buzzi e Carlo Antonio Procaccini, e dando così vita a un ciclo che ancora oggi rappresenta una fonte imprescindibile per la conoscenza della spiritualità, dell’arte e della cultura della Milano borromaica.

 

Prende così avvio un progetto di restauro ambizioso e complesso, nato dall’urgenza di intervenire sui fenomeni di degrado emersi e divenuti sempre più evidenti nel corso degli anni. La scelta della Veneranda Fabbrica del Duomo di intervenire in modo unitario sulle grandi tele ha portato a mettere a punto un progetto organico e condiviso, capace di unire competenze diverse e garantire un approccio omogeneo all’intero ciclo.

L’intervento di restauro

Il restauro nasce dopo circa due anni di studi e analisi preliminari sullo stato di conservazione dell’intero ciclo. Oltre al recupero della superficie pittorica, gli attuali telai saranno sostituiti con nuovi telai in alluminio a molle, progettati per assecondare e controllare i movimenti delle grandi tele e rendere più sicure le delicate operazioni di movimentazione, deposito e appensione.

Nell’ambito di questa attività, la Veneranda Fabbrica desidera esprimere un particolare ringraziamento a Extris, partner tecnico del progetto, per la fornitura di speciali tessuti ad alte prestazioni impiegati in via sperimentale nella realizzazione del nuovo sistema di ancoraggio delle tele ai telai.

 

L’iter progettuale è stato condiviso in tutte le sue fasi con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano. Il progetto, redatto dalla restauratrice Roberta Grazioli, incaricata della direzione dei lavori, è stato preventivamente approvato dalla Soprintendenza nelle sue linee principali.

 

La straordinaria complessità del progetto, la cui durata è prevista in circa sei anni per un investimento complessivo stimato attorno ai 3 milioni di euro, ha reso necessario il coinvolgimento di un ampio gruppo di professionisti specializzati nel restauro dei beni culturali. Tra gli incaricati figurano l’ATI costituita da Chiappa e Didonè Restauri, composta da Gabriele Chiappa, Alessandra Didonè, Cristian Tortato, Linda Bresciani, Monica Abeni, Paola Guerra ed Elisa Buccio, e Anna Lucchini Restauri S.r.l. in ATI con Lorenzo Conti, in collaborazione con Sara Silva, Paolo Cantalupi, Francesca Pozzi, Dumitrita Petrovici, Giorgia Longagnani.

 

Durante le attività di conservazione, le opere saranno progressivamente trasferite nei laboratori del Cantiere Marmisti e così temporaneamente sottratte alla tradizionale esposizione annuale in Cattedrale. Le tele restaurate torneranno gradualmente in Duomo, man mano che le diverse fasi dell’intervento saranno completate.

L’obiettivo finale è restituire piena leggibilità e una visione unitaria all’intero ciclo, assicurandone la conservazione e tramandando alle nuove generazioni un patrimonio di straordinario valore.

 

Si ringrazia

 

Intesa San Paolo (logo)