Etimologia: deriva dal greco “Ángelos” (ἄγγελος), che significa “messaggero”. In italiano, il termine “angelo” ha mantenuto il significato e si riferisce specificamente agli esseri celesti che fungono da intermediari tra Dio e l’umanità.
Questa figura angelica è caratterizzata da un’iconografia delicata, essendo rappresentata come un angelo “con corona di fiori”. L’opera trasmette un senso di devozione attraverso l’offerta simbolica di fiori, elemento che ingentilisce l’architettura gotica della cattedrale.
La rappresentazione di un angelo portante una ghirlanda di fiori è un’iconografia ricorrente dell’arte sacra. Questa riveste un significato profondo legato alla vittoria dello spirito sulla materia e al premio della vita eterna. Essa richiama la “corona della vita” o la “corona di gloria” promessa ai fedeli, trasformando l’angelo in un messaggero di speranza e di trionfo divino. Le corone floreali sono anche il simbolo della purezza virginale, un elemento che lo mette in diretto rapporto con la madonnina che domina la cattedrale.
Le vicende della statua nel Cantiere Duomo:
La storia di questa scultura ha inizio nel XVIII secolo, quando sia il modello che la statua originale vennero realizzati da Carlo Beretta nel 1732. La struttura portante della guglia, definita “piantato”, era stata predisposta precedentemente, intorno al 1730 circa, dalle maestranze del tempo.
A differenza di altri elementi del Duomo, la scultura visibile oggi non è l’originale settecentesco, bensì una copia. La riproduzione della statua attualmente in opera è stata realizzata nel 2020 dal Laboratorio Franco Cervietti di Pietrasanta, permettendo così di preservare l’integrità visiva della guglia garantendo al contempo la conservazione del manufatto storico, che ora risiede presso il cantiere marmisti della Veneranda Fabbrica.




Tiburio

