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Un mosaico di Trento Longaretti torna a nuova vita: dalla Scuola Gaffurio a Motta Visconti

Il restauro del mosaico raffigurante “Madonna tra Santa Cecilia e San Domenico Savio”

Un’importante testimonianza dell’arte sacra del Novecento legata alla storia della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano è stata recentemente recuperata e avviata a una nuova valorizzazione.
Si tratta del monumentale mosaico “Madonna tra Santa Cecilia e San Domenico Savio”, realizzato nel 1962 su disegno del maestro bergamasco Trento Longaretti (1916-2017), figura di primo piano dell’arte italiana del secolo scorso.

 

L’opera, un mosaico policromo arricchito da tessere a foglia d’oro, era collocata nella cappella dedicata alla preghiera all’interno della storica sede della Scuola “Franchino Gaffurio” dei Pueri Cantores della Veneranda Fabbrica del Duomo, in viale Gorizia.

 

A seguito della dismissione dell’edificio, si è reso necessario procedere al delicato distacco del manufatto, operazione conclusa nel febbraio 2026 dopo le necessarie autorizzazioni da parte dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Milano e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano. Contestualmente è stato avviato un intervento di restauro conservativo e integrativo finalizzato alla sua futura esposizione in un luogo idoneo a garantirne la tutela e la valorizzazione: la Parrocchia di San Giovanni Battista di Motta Visconti (MI), che sarà visitata dall’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini il 27 settembre 2026, in occasione della sua dedicazione.

 

Di notevoli dimensioni, con un’altezza di oltre quattro metri, il mosaico rappresenta la Vergine Maria al centro della composizione, affiancata da Santa Cecilia, patrona della musica e dei musicisti, e da San Domenico Savio, giovane santo particolarmente venerato negli ambienti educativi e patrono dei Pueri Cantores.

 

L’opera realizzata da Trento Longaretti

L’opera testimonia uno dei momenti più significativi della produzione artistica di Longaretti, che nel secondo dopoguerra sviluppò una particolare attenzione per la tecnica musiva. Le tessere in pasta vitrea e quelle impreziosite dalla lamina d’oro generano una superficie luminosa e vibrante, capace di mutare secondo l’incidenza della luce e di amplificare il carattere spirituale della rappresentazione.

 

La realizzazione del mosaico si inserisce nella storia della Scuola Franchino Gaffurio, che nei primi anni Sessanta trovò stabile collocazione nella sede di viale Gorizia. La cappella fu completata nel 1961 e, l’anno successivo, il mosaico venne eseguito dalla ditta milanese S. Sgorlon su disegno dello stesso Longaretti, allora direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bergamo.

 

Particolarmente significativo è anche il motto posto ai piedi della composizione: “In gratia cantantes in cordibus vestris Deo”, tratto dalla Lettera ai Colossesi, un richiamo al valore del canto e della musica come forme di preghiera e di elevazione spirituale.

Un messaggio che ha accompagnato per decenni la formazione umana e musicale di generazioni di ragazzi della Scuola e che oggi continua a vivere attraverso il recupero di questa preziosa opera.

 

Il progetto di conservazione restituisce così alla comunità non solo un’importante creazione artistica del Novecento, ma anche una memoria significativa della storia educativa, musicale e spirituale della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.