S. FELICE

14 GennaioGuglia di facciata-G16
città di Nola (Italia)

Etimologia:

Il nome Felice deriva dal latino Felix(-īcis) e significa “fortunato”, “felice” ma anche “prospero” e “fecondo”.


Il nome Felice è condiviso tra diverse figure di Santi venerati dalla Chiesa cattolica. Questa statua è identificabile con quel San Felice nato a Nola nel III secolo d.C. che decise di consacrare la sua vita a Cristo come presbitero. Le notizie sono dovute all’opera di San Paolino da Nola, che valorizzò il suo luogo di sepoltura a Cimitile, località a pochi chilometri da Nola, e realizzò il primo documento storico sulla sua vita. San Felice collaborò con il Vescovo di Nola, che durante le persecuzioni contro i cristiani lasciò la città e incaricò Felice come suo successore ma venne imprigionato e torturato, successivamente liberato miracolosamente da un angelo che lo portò in salvo in un luogo deserto. Non si conosce l’anno della sua morte, l’unico dato sicuro è che avvenne dopo il 313, anno della Pace di Costantino, quando Felice fece ritorno a Nola. Nonostante non fosse stato ucciso Felice è da sempre venerato come martire, poiché aveva comunque sofferto molto e per miracolo era riuscito a salvarsi la vita. Il prete martire di Nola viene celebrato il 14 gennaio.


Le vicende della statua nel Cantiere Duomo:

Il San Felice presente in facciata è una riproduzione del Novecento ad opera di Di Ceglie. La statua originale, invece, non si sa con precisione a quali anni risalga anche se essendo stata scolpita da Grazioso Rusca, ideatore del modello, si può collocare con molta probabilità nel primo decennio dell’Ottocento. San Felice è qui rappresentato nelle vesti di martire, con un panno che avvolge solo parzialmente un corpo armonioso, con torace ruotato a destra e testa piegata dalla parte opposta. Il Santo porta le braccia al petto e al torace, in un atto di probabile penitenza.

Questa guglia è stata adottata da: