SANTO SERVILIANO

07 NovembreGuglia lato sud-G22
Santo protettore: Bambini depilitati

Etimologia:

Dal latino Servilianus, significa “appartenente alla famiglia Servilia” antica e prestigiosa gens di origine albana.
San Serviliano, noto anche come San Serviziano, è strettamente legato a San Sulpicio: entrambi sono venerati come santi martiri della Chiesa cattolica. Le informazioni sulla loro vita sono frammentarie, ma il loro culto è attestato sin dai primi secoli del Cristianesimo.

Secondo il Martirologio Romano, la loro commemorazione avviene il 20 aprile. I due santi furono martirizzati a Roma e sepolti al secondo miglio della via Latina. La tradizione li associa al periodo delle persecuzioni sotto l’imperatore Diocleziano (284–305 d.C.), anche se le fonti storiche non forniscono dettagli precisi sul contesto del loro martirio.

La devozione verso Sulpicio e Serviliano si è diffusa soprattutto nel Lazio e in Toscana, infatti le loro reliquie sono conservate in diverse chiese, tra cui la Basilica di San Clemente al Laterano a Roma e la Basilica di Santa Maria Maggiore a Siena.


 Le vicende della statua nel Cantiere Duomo:

Grazie ai documenti d’archivio sappiamo che la statua posta in cima a questa guglia è del 1952 e si tratta di una riproduzione, mentre l’originale è opera dello scultore Giovanni Battista Perabò, che la eseguì nel 1811 insieme alla statua di San Tranquillino che corona un’altra guglia della Cattedrale. Sembrerebbe che fino ai primi anni del Novecento, San Serviliano si trovasse a coronamento della Guglia G20 (attualmente occupata dalla statua di San Mario) e che nella mano destra impugnasse una lancia, come molte altre guglie all’epoca.