S. VITALE

04 NovembreGuglia di facciata-G18
Emblema: Palma

Etimologia:

Il nome Vitale deriva dal latino Vitalis, e significa letteralmente “attinente alla vita” quindi anche colui che è “pieno di vita” o “che dà vita”.


Vitale, insieme ad Agricola, è un martire a cui si devono le radici della chiesa bolognese. San Vitale fu sconosciuto fino al 392 d.C., quando Vescovo Eusebio ritrovò i resti del suo corpo in un cimitero ebreo di Bologna; egli gli diede una degna sepoltura con rito funebre cristiano, a cui assistette anche Sant’Ambrogio, a cui si deve poi la diffusione del culto di San Vitale in Occidente. In ogni caso sappiamo poco della sua vita, se non che Vitale fosse un cittadino cristiano di Bologna e servitore di Agricola. Vitale aveva seguito il suo padrone anche nella fede, e fu il primo ad andare incontro al martirio: dopo essere stato condotto all’interno dell’Arena fu torturato fino alla morte. Anche Agricola venne torturato e martirizzato, spinto dall’atto coraggioso del suo fedele servo.


Le vicende della statua nel Cantiere Duomo:

La statua raffigura San Vitale come un giovane dai folti capelli ricci, il corpo avvolto parzialmente da un panno. Il braccio destro è alzato, forse un tempo impugnava con forza la palma del martirio. L’identità di Vitale viene confermata da un’iscrizione alla base, tuttavia si tratta di una riproduzione eseguita dallo scultore Mario Bassetti nel 1943 circa, realizzata probabilmente dopo il coinvolgimento della guglia nei bombardamenti di guerra. Una delle caratteristiche che colpisce i più attenti è la sua posizione, in facciata come la statua di San Agricola, a testimonianza perenne del legame tra i due santi.

Questa guglia è stata adottata da: