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Cappella Musicale del Duomo

La Cappella Musicale del Duomo di Milano è la più antica istituzione culturale milanese, attiva ininterrottamente dal 1402 ad oggi. Il suo patrimonio musicale è costituito dalla musica che i suoi maestri hanno scritto nel corso dei secoli e che continua ad essere tutt’oggi arricchito.

La Cappella Musicale accompagna in Duomo tutte le domeniche l’Eucaristia Capitolare delle ore 11.00 e le festività religiose, secondo il calendario liturgico.

Nel 1402, i deputati della Veneranda Fabbrica nominarono il primo maestro della Cappella Musicale: il musichus Matteo da Perugia. La figura del maestro di cappella si era resa allora necessaria con l’introduzione della polifonia, cioè del canto simultaneo di una o più melodie. Alla fine del suo mandato la Cappella ebbe la sua organizzazione completa: maestro, organista, vicemaestro, cantori adulti e fanciulli.

Anni decisivi per la Cappella furono il 1461-62 quando i cantori, in gran parte stranieri, aderendo ad uno sciopero, si rifiutarono in massa di andare a cantare i Vespri nella chiesa di S. Ambrogio e di partecipare alla Messa nel giorno di S. Ambrogio. I deputati della Fabbrica presero allora la drastica decisione di licenziare tutti i cantori e di ricostruire ex novo la Cappella. La crisi del 1461-62 portò alla formulazione del primo regolamento.
La presenza di cantori stranieri non fu solo fonte di instabilità. Il fiammingo Josquin des Près, uno dei più grandi musicisti del Quattrocento, fu cantore nella Cappella Musicale dal 1459 al 1473.
Il secolo XV si chiuse con la nomina a maestro di cappella, nel 1484, di un giovane sacerdote lodigiano, Franchino Gaffurio. Sarà proprio questo sacerdote italiano a dare alla Cappella Musicale uno nuovo splendore. Egli riorganizzò la schola dei pueri su basi molto severe, si dedicò ad una energica riforma della Cappella e stabilì la sola presenza di cantori italiani.

Nel Cinquecento si distinse l’attività dei Maestri di Cappella Vincenzo Ruffo e Giulio Cesare Gabussi. Nel Seicento, la Cappella conobbe un periodo aureo che prese avvio nel 1631 con Ignazio Donati e proseguì con altri maestri che, come lui, furono degni interpreti del seicento musicale italiano. Il XVII secolo fu anche il periodo in cui guidarono la Cappella maestri che si erano formati al suo interno, come Antonio Maria Turati, che vi aveva cantato come puer, e Michelangelo Grancini, che era stato organista nella Cattedrale.

Durante il Settecento, validi maestri si succedettero per tutto il secolo. Figura principale del periodo fu Gianandrea Fioroni, maestro dal 1747 al 1778, che ebbe come organista il figlio di Bach, Johann Christian.
Successore di Fioroni fu un altro famoso musicista, esperto nel campo operistico: Giuseppe Sarti. Resse la Cappella solo cinque anni, ma fu un compositore molto prolifico. Ultimo maestro del secolo fu Carlo Monza.
Con l’avvento della dominazione austriaca, l’Imperial Regio Governo ridusse l’autonomia della Fabbrica avocando a sé la scelta del maestro entro una terna proposta dalla stessa. Nel 1824 il Governo, inoltre, realizzò una riforma della Cappella del Duomo: venne definito l’organico della Cappella in soprani, contralti, tenori e bassi, affidando le voci acute ai pueri della schola, e imposta al maestro l’annuale composizione di messe e vesperi da consegnare all’Archivio.

Nel XIX secolo si distinsero Benedetto Neri e Raimondo Boucheron, la cui vasta produzione si connotò per capacità tecnica e sensibilità musicale.

Con la nomina a maestro di Salvatore Gallotti, la Cappella del Duomo divenne officina del rinnovamento liturgico della musica e del canto. Gallotti, che assolse con impegno e saggezza il compito dell’educazione musicale e umana dei pueri, promosse una scuola di canto ambrosiano e recuperò l’uso della polifonia classica e dell’esecuzione di musiche trascritte dalle partiture conservate nell’Archivio.
Nella seconda metà del XX secolo prese avvio un periodo ricco e proficuo per la Cappella del Duomo: venne, infatti, nominato maestro Don Luciano Migliavacca, musicista di originale creatività.
La sua prima preoccupazione fu la ristrutturazione della schola dei fanciulli, portata a quaranta cantori, per i quali la Fabbrica edificò un’apposita sede adibita alla completa formazione culturale e musicale dei pueri.

La sua produzione fu copiosa e di alta qualità e si diffuse in tutta la penisola.

Nel 1998 mons. Migliavacca lasciò l’incarico e al suo posto venne nominato maestro reggente Claudio Riva, già vice-organista e suo assistente dal 1983, che rimase in carica fino al 2004. Dal 2005, allo stesso Riva si affiancò nella direzione della Cappella Gian Luigi Rusconi.

Nel 2007 la Veneranda Fabbrica del Duomo ha affidato la direzione della Cappella a Don Claudio Burgio, già fanciullo cantore del Duomo, formatosi sotto la guida di mons. Migliavacca.

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